di Marco Brunacci
TERNI – Un blitz? No, una vera e propria spedizione. Senza avvertire? Così dicono. Ma un parà, abituato ad avanzare sempre e a ritirare solo le dimissioni e le ordinanze, insieme ai suoi fidi è abituato a irrompere. A farsi annunciare sono i bellimbusti. I tribuni del popolo non bussano, entrano. Infrangono barriere per un bene superiore.
Calma, ragioniamo: il comandante in capo Bandecchi, seguito dall’ottimo vice Corridore, tallonato dalla nuova risorsa della repubblica ternana, Cardinali, fresco di Cgil, dalla “rucola” Aniello e dalla Altamura, che mai e poi mai si sognerebbe di lasciare un posto d’oro come il suo e chi dice il contrario non ha davvero capito niente della vita, sono penetrati oggi nella sede ternana di Sviluppumbria, avamposto del potere regionale nella città dell’amore.
La pattuglia degli eroi ha superato il primo fuoco di sbarramento subito all’ingresso: un disgraziato di usciere che non aveva capito con chi aveva a che fare, Bandecchi I’imperatore di un pezzo (pezzettino) di Terni. Quindi ha costretto alla resa l’impiegata (cinque a uno, e che era Wonder woman che opponeva resistenza) e si sono fatti accompagnare a vedere i locali. Sopralluogo in nome del popolo.
Per fare che? Boh.
È vero: Corridore in passato aveva attaccato Sviluppumbria affermando che non fa abbastanza per le imprese ternane. Scusi la confidenza, vicesindaco, ma anche noi spesso ci sentiamo dimenticati, ma non andiamo a irrompere qua e là.
Vabbè, il blitz è proseguito di contatore in contatore, saltibeccando tra un sistema antincendio e una parete inopportunamente dipinta di beige. Gli eroi hanno passato in rassegna tutto l’edificio di Maratta. Senza fare sconti.
Non si sa se l’Altamura abbia col dito mostrato la polvere sopra il quadretto votivo di palazzo Spada come fosse la inflessibile istitutrice, signorina Rottenmeier, ma certo l’impiegata un po’ Heidi, a un certo punto, deve essersi sentita.
Ok, va bene, ma il motivo dell’irruzione in nome del popolo? Volevano trovare la prova provata del disinteresse per Terni? Anche fosse solo un quadretto “I love Perugia”, un posacenere biancorosso, un colpevole tratto di voce con inclinazione al donca?
Atteniamoci ai fatti: Sviluppumbria e la Regione Umbria, che detiene il 93% della Finanziaria, però con il 2% saldamente in mano al Comune di Terni, si sono trovati nelle condizioni di dover traslocare entro il 31 marzo da quei locali. Per andare però in pieno centro di Terni, dove qualunque azienda ternana avesse interesse può rivolgersi, prendere accordi, proporre programmi, entrare – come si dice – nell'”incubatore”.
Perché Sviluppumbria lascia i locali? Perché Invitalia, proprietaria di una parte di quei locali, non sente storie, e vuol vendere e quindi ha ingiunto agli inquilini di andarsene.
L’altra parte dei locali è del Comune di Terni. Che ci farà? Sarà questo che preoccupa il manipolo degli eroi che da palazzo Spada, con un’azzardata manovra bellica, si sono inoltrati fino a Maratta bassa? O sarà il Bandecchi che vuol acquistare i locali messi in vendita da Invitalia? O sarà perchè questa amministrazione fa di tutto pur di non occuparsi di quel che serve alla città?
Fatto sta che Sviluppumbria, pur non dovendo niente alle truppe scelte del bandecchismo, ha proposto che, in questa fase di transizione di locali, in attesa che il Comune di Terni non abbia alcuna voce in capitolo, ci sia un coordinamento da parte di un qualche assessore ternano per il bene di “tutte le imprese” ternane – è stato sottolineato – non di alcune o di una, come ovvio.
A proposito, scusate la nota, assolutamente ovvia, ma prendetela come un annuncio di rito come quando le hostess ti mostrano il funzionamento del salvagente al momento del decollo in aereo: è bene che – e non è questo di sicuro il caso, ma lo diciamo per assurdo – qualora ci fosse qualche assessore che abbia legami che lo riconducano a una o più imprese, magari anche per stretti vincoli di parentela, sarebbe opportuno che si astenesse.
Il resto è buio fitto. La certezza: l’ultimo fortino del potere regionale a Terni è stato espugnato. Per quale motivo? E chi lo sa.


