R.P.
PERUGIA – Maggiore sicurezza e stop alle offerte economiche al ribasso. L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la proposta di legge regionale riguardante al qualità del lavoro e dei servizi alla persona.
L’atto è stato illustrato dalla presidente della terza commissione, Eleonora Pace di Fratelli d’Italia, che ha spiegato come esso miri a regolare un ambito delicato e complesso come quello dei servizi alla persona. Garantendo il rispetto dei diritti dei lavoratori, la legalità del mercato del lavoro, la qualità dei servizi di welfare, l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone svantaggiate e con disabilità attraverso specifiche disposizioni che regolano gli affidamenti dei servizi socio sanitari ed educativi. Da oggi non si potrà più puntare tutto sul ribasso delle offerte economiche.
La legge, ha ricordato Pace, è il risultato di un lavoro lungo e meticoloso della commissione e di un confronto con i soggetti interessati: centrali cooperative, associazioni, forum del terzo settore. «Con loro – ha proseguito il consigliere di FdI – è stata attivata una partecipazione all’insegna dell’Umbria che fa bene. Tutti i commissari hanno lavorato in modo proficuo ma il consigliere Fora ha contribuito in modo particolare portando le sue competenze, la sua sensibilità, la sua importante esperienza».
Soddisfazione per il varo della nuova legge regionale viene espressa da alcune sigle del settore. La normativa – affermano Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali, Roberta Veltrini, presidente di Confcooperative Federsolidarietà e Gianfranco Piombaroli, presidente di Agci imprese sociali – rappresenta «una svolta epocale perché supera la logica del massimo ribasso nelle gare dei servizi alla persona stabilendo, in modo chiaro e inequivocabile, che le imprese che erogano servizi di welfare saranno valutate e selezionate sulla base dei progetti tecnici e della qualità che riescono a garantire ai cittadini e non sui ribassi fatti pagando meno i lavoratori. La legge inoltre introduce un’altra rilevante novità prevedendo che le Usl, i comuni e le altre amministrazioni pubbliche dovranno riservare il 20 per cento delle gare di appalto alle imprese che assicurano l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e svantaggiate. Attribuendo alla domanda pubblica obiettivi di inclusione sociale».


