TERNI – “La storia passa per viale Brin” come documentò Alberto Provantini nel suo libro (Edizioni Thyrus), per i 130 anni dell’Acciaieria di Terni. «Nell’Ottocento era una città minore dell’Umbria, stretta fra Spoleto e Roma. A partire dagli anni ’70 dell’Ottocento – scrive Provantini – attraverso interventi dello Stato, diretti o a sostegno di iniziative private, si insediano a Terni grandi unità produttive. La scelta di collocarle proprio a Terni fu dettata sia da considerazioni di tipo strategico militare che dalla possibilità di sfruttare la forza idrica del complesso Nera-Velino». Dal 10 marzo del 1884 inizia l’indissolubile legame tra la città e la Fabbrica.
«E’ trascorso un nuovo decennio – ricorda Riccardo Marcelli, segretario regionale Cisl Umbria – era il 10 marzo di 140 anni fa quando l’imprenditore veneto Vincenzo Stefano Breda fonda la Saffat, la Società degli Alti Forni, Fonderie ed Acciaierie di Terni. La città entra nella storia della siderurgia ospitando il più grande complesso industriale dell’Italia unita. Nasce la Fabbrica che diventa il simbolo della svolta in chiave moderna dell’industria italiana. Dopo 140 anni, la storia continua con un altro imprenditore italiano, il cavalier Giovanni Arvedi che con la firma dell’Accordo di programma traghetterà l’Ast, Acciai Speciali Terni, verso una Fabbrica sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale economica e sociale».



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