Recuperare il Lilli, mission possible / Pagnotta (Uj): «Sarebbe un sogno». Tuteri: «Il Comune farà tutto il possibile»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il vicesindaco, dopo il sopralluogo con il patron di Umbria Jazz: «La novità è che la struttura ora è in vendita. L’idea di realizzarci un museo del jazz? Idea percorribile, serve comunque una struttura flessibile». E annuncia «contatti informali in corso»

di Marco Brunacci

PERUGIA – “Mission possible”, recuperare e restituire l’ex cinema Lilli alla città di Perugia, al sistema del suo centro storico, come un’attrazione e un servizio coerente all’interno di un piano.
È entrato dopo decenni – testimoniano le telecamere di Pasquale Punzi per “Corso Vannucci” – il patron di Umbriajazz, Carlo Pagnotta per un sopralluogo, insieme col vicesindaco Gianluca Tuteri e l’assessore Gabriele Giottoli, che seguono per conto del Comune la questione.

Pagnotta – come riferito da Umbria7 – aveva già espresso il suo interessamento per nuovi spazi capaci di ospitare concerti di Umbria Jazz, alternativi al Teatro Morlacchi, decisamente limitato e senza aria condizionata.
Ma durante il sopralluogo si è lasciato andare, vendendo la struttura e pensando al suo riutilizzo, a l’espressione «Sarebbe un sogno», che la dice lunga sul suo orientamento ma anche sulla sua estrema cautela.
Il vicesindaco Tuteri, per altro, non si lascia andare a “fughe in avanti” ma fa il punto della situazione con l’ottimismo della volontà senza vendere fumo.
«La restituzione alla cittadinanza di un immobile storico, fondamentale per la città, ancora in eccellenti condizioni nonostante sia chiuso dal 2022: questo è lo scopo del nostro lavoro – spiega il vicesindaco Tuteri – Nello specifico, ecco il perchè del sopralluogo con Carlo Pagnotta: cerchiamo di unire il recupero del Lilli con un altro grande patrimonio della città che è Umbria Jazz. Una delle idee è di realizzare in queste stanze un museo del jazz, una proposta attrattiva, in modo che la città non si limiti a godere di Umbria Jazz solo nel periodo dell’evento, ma tutto l’anno».
E aggiunge lo scenario in cui ci si muove: «Ci sono tutti gli elementi perché questo possa avvenire. Ma per far questo bisogna approntare un piano che dia a questa struttura la capacità di lavorare quotidianamente. Nell’immaginario di chi sta lavorando al progetto deve essere polifunzionale, con interni mutevoli e che sia molto versatile».
Perchè solo ora? «La novità che ha cambiato le cose è la disponibilità da parte della proprietà a vendere. Per questo siamo intervenuti cercando di dare una destinazione consona al luogo, piuttosto che veder nascere, in un immobile di pregio, attività che non hanno un valore per l’intera cittadinanza. Il Comune si è sentito in obbligo di veicolare al meglio l’utilizzo di questa storica struttura».
Ora che succede? «Abbiamo dei contatti informali in corso. Chi è addetto a fare i piani economici e il piano gestionale deve provare a far incontrare le idee (che sono molte e interessanti) con le proposte dei possibili acquirenti. Il Comune farà la sua parte».
La “mission possible” continua.

LE FOTO DI PASQUALE PUNZI

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