Sul carico e scarico Confcommercio scarica Palazzo Spada

Durissimo attacco dell’associazione di categoria che contesta la restrizione dell’orario di accesso alla Ztl per la consegna delle merci

TERNI – Sulla restrizione dell’orario  per il carico e scarico previsto dal nuovo regolamento della Ztl, Confcommercio attacca Palazzo Spada.  Un atto di accusa bello e buono, che denuncia l’impossibilità di lavorare per decine e decine di attività economiche. In particolare quelle della ristorazione. Il carico e scarico tra le 4 e le 10 del mattino, sarebbe inconciliabile con la gestione di attività spesso a conduzione familiare. Per il presidente, Stefano Lupi, da correggere il prima possibile.

Confcommercio accusa il Comune di non occuparsi seriamente dei bisogni delle imprese commerciali presenti nel centro città:  «I provvedimenti recentemente approvati in tema di rivisitazione del regolamento della Ztl,  assunti senza una adeguata e dovuta concertazione, addirittura penalizzano i commercianti del centro».

«Come abbiamo spiegato ai vari interlocutori dell’amministrazione Ccmunale la riduzione del numero dei permessi  è un obiettivo comune e condiviso – scrive Confcommercio –  certamente primario per rivitalizzare e rendere maggiormente attrattiva la città, migliorando il decoro urbano. Ma non basta, in assenza di una strategia più ampia ed articolata. E non si capisce perché legittimamente si consenta ai cosiddetti “corrieri” di avere anche una fascia pomeridiana di accesso alla Ztl, mentre ai commercianti, organizzati con una movimentazione della merce e con soluzioni logistiche gestite in forma autonoma, sia negata tale opportunità».

«Ci chiediamo come si possa immaginare che un ristorante localizzato in centro, considerati gli orari di apertura, possa organizzare i necessari approvvigionamenti quotidiani solo nella fascia oraria 4 – 10, trascurando completamente l’impegno dei ristoratori e del personale occupato, che in tal modo si configura speso in modo totalizzante nelle 24 ore. Ricordiamo che le attività commerciali in centro sono piccolissime imprese, perlopiù a prevalente conduzione famigliare. I provvedimenti approvati in sintesi, complicano la già difficile gestione delle attività commerciali e dei ristoranti del centro cittadino, in relazione anche ai profondi mutamenti nei modelli di consumo ed alla riduzione della generale capacità di spesa, disattendendo le aspettative del nostro comparto economico».

La richiesta, per tutelare commercianti e ristoratori: «La urgente rivisitazione dell’attuale impostazione».

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