R.P.
PERUGIA – Mettersi al servizio di chi soffre ed è costretto a fuggire dalla guerra. E’ il gesto rinnovato dall’arcivescovo Ivan Maffeis nel corso del rito della lavanda dei piedi svolto durante la messa “In Coena Domini” celebrata il pomeriggio del giovedì santo in cattedrale.
«Questa sera – ha detto monsignor Maffeis nel corso dell’omelia – ci chiniamo sui piedi di fratelli e di sorelle che sono stati costretti a fuggire dal loro Paese: dalla “martoriata Ucraina, sull’orlo di una catastrofe umanitaria di ancora più ampie dimensioni”, da cui provengono Katerina, Myroslava, Anna e Iryna; dal Burkina Faso di Billa e Yoda, Paese insanguinato dalla guerra civile in corso tra il governo e i gruppi di matrice islamica. Questa sera ci chiniamo anche sui piedi di Adriana, Ameen, Rudolph ed Elian, studenti universitari, provenienti da Gerusalemme, dai territori israeliani, da Betlemme e da Nazareth: impossibilitati a far ritorno a casa dalla violenza che ha già causato decine di migliaia di morti innocenti».
«Cari fratelli, care sorelle – ha proseguito l’arcivescovo – più che acqua vorremmo versare sulle ferite del vostro corpo e della vostra anima l’olio della consolazione e il vino della speranza. Sentiteci vicini con la nostra amicizia e la nostra accoglienza. Come scrive Papa Francesco, “non siete soli e non vi lasceremo soli, ma rimarremo solidali con voi attraverso la preghiera e la carità operosa”».


