M.BRUN.
TERNI – Svelato il mistero. Ecco perché, nonostante Stefano Bandecchi – a suo insindacabile giudizio – sia il migliore, viene attaccato e anche indagato.
È una questione di packaging.
La rivelazione arriva da un seguito sito (LaCnews24.it) che ha seguito il «vulcanico» – dice il sito – leader di Alternativa popolare nel suo estemporaneo tour in Calabria.
È lo stesso sindaco di Terni a fare la rivelazione. Afferma – secondo quanto riferito dal sito e non risulta smentito al momento – che lui viene «attaccato» e «indagato» perché è «imballato di soldi». È «il solo motivo».
Spiega: «Io ho rispettato le leggi italiane» (e ci mancherebbe), ma «ho fatto meglio degli altri il mio mestiere».
Ora il tema è il seguente: in che senso Bandecchi è «imballato di soldi», motivo per cui viene avversato in ogni modo?
Il riferimento possibile è all’imballaggio. Si immagina che in questa sua vita sia rivestito di denaro. Come detto, quindi, tutto si potrebbe ridurre a una questione di packaging.
E però come mai, se è «imballato di soldi», come dice, continua a non essere inserito nella classifica dei miliardari italiani della autorevole rivista internazionale Forbes, che invece inserisce il suo ex collega di Università on line, Iervolino (ultimo tra i miliardari con 1 miliardo di patrimonio personale)?
Tutto questo “imballaggio” di soldi in realtà è solo quattro fogli di cartoncino Bristol?
Ci rifiutiamo solo di pensarlo. Come rifiutiamo anche solo di immaginare che Bandecchi, grande industriale quale certamente è e ricorda di essere, faccia confusione tra il patrimonio suo personale e quello delle aziende che dirige.
Non restano che due ipotesi: Forbes si sbaglia, oppure Bandecchi – semmai di sicuro a fin di bene per impressionare il suo pubblico – le tira un po’ alte.
Ma non c’è motivo neanche di pensare a questa seconda ipotesi.
Perché lui è, come tutti possono testimoniare, uno che si pone obiettivi realistici.
Dopo aver preso lo “0,” alle elezioni di Trento, in Calabria ha infatti ammesso che per le Europee non sarà facile («Comunque meglio solo che male accompagnati»), però ha poi indicato come suo fine politico quello di – testuale – «mettersi alla guida della Nazione».
Realistico? Perché no, magari il camper che il leader di Ap ha condotto personalmente per 8 ore fino in Calabria si chiama “Nazione”.


