TERNI – Riflettori accesi sulla questione dell’ex discarica Valle. Un’area di proprietà delle acciaierie di viale Brin, utilizzata dal Comune da decenni e che ora rientrerà in possesso dell’Ast con l’obiettivo di smaltire i rifiuti delle proprie lavorazioni. Fratelli d’Italia entra nel merito. Presentando un’interrogazione al sindaco Stefano Bandecchi e all’assessore all’ambiente Mascia Aniello. «I cittadini ternani hanno diritto alla chiarezza. L’area ha assoluto bisogno di interventi di bonifica».
«Da sempre l’attuale proprietà delle acciaierie ternane ha indicato nella soluzione “landfill mining” l’opzione migliore – prosegue l’interrogazione de partito – Un intervento complesso e costoso, che sarà comunque l’azienda a finanziare, utile non solo alla riqualificazione ed alla messa in sicurezza del sito, ma anche a supportare – in prospettiva – nuove necessità di smaltimento, legate ad auspicati incrementi della produzione. Il punto è che la soluzione in questione è stata, sin dall’inizio, ripetutamente e pubblicamente osteggiata per mesi sia dal sindaco che dall’assessore Aniello. Poi, all’improvviso, l’inversione a U arrivata il 28 marzo scorso, in occasione di un incontro a Roma: quando è arrivato l’ok all’intervento di “landfill mining” anche da parte del Comune. Una svolta che alimenta almeno due interrogativi. Primo: perché l’assessore Aniello aveva tentato fino a pochi giorni prima di bloccare il progetto, come risulta da una sua lettera indirizzata ad una serie di soggetti tra cui addirittura il ministero dell’ambiente? E perché, così facendo, l’assessore Aniello ha continuato ad agire contro la volontà del consiglio comunale (che si era già espresso a favore del “landfill mining”) ed anche in contrasto con la posizione di altri suoi colleghi di giunta? Secondo: sindaco e assessore hanno tentato di sostenere che l’inversione di rotta si spiegherebbe con certe mirabolanti modifiche al progetto originario che sarebbero state apportate proprio da Palazzo Spada, ma – considerato che non risulta per niente che le cose stiano così – quando sarebbero state avanzate queste proposte? E da chi sarebbero state tecnicamente studiate e formulate?».
Si legge ancora nell’interrogazione: «È una questione di onestà intellettuale: non tutti i ternani hanno l’anello al naso. Non a tutti si possono raccontare favole. Ecco perché, con la nostra interrogazione, intendiamo per esempio conoscere chi siano i geniali consulenti del sindaco citati dall’assessore Aniello (i ‘suggeritori’ delle mirabolanti modifiche…); di quali competenze siano titolari; se siano stati ingaggiati dall’Amministrazione comunale, in quale data, con quale atto, con quale oggetto contrattuale ed a fronte di quale eventuale compenso. E poi: attraverso quali atti sarebbero state formalmente avanzate, da parte del Comune di Terni, queste ipotetiche proposte emendative al progetto-AST di “landfill mining” che, a detta dell’assessore Aniello (così come del sindaco Bandecchi), avrebbero miracolosamente migliorato la proposta originaria dell’azienda? E ancora: se davvero erano in cantiere queste fantomatiche proposte di modifica, come si spiega allora che, pochi giorni prima dell’incontro al ministero, l’assessore Aniello continuava a scrivere che quel progetto andava cestinato? Noi conosciamo già la risposta: che ha a che fare con l’attitudine alla mistificazione, l’incoerenza politica, l’incapacità di governo. Ma è bene che tutti i ternani, attraverso il ‘caso esemplare’ della discarica-AST, possano distinguere il grano dal loglio».


