AL.MIN.
UMBERTIDE (Perugia) – Un’impresa compiuta per portare aiuto e se possibile un po’ di gioia a chi deve fare i conti con guerra e disperazione. E’ il senso del viaggio compiuto in barca da Alessio Giottoli. Il musicista e artista umbertidese, fondatore insieme al francese Erik Koll dell’associazione umanitaria Sea (Sail emergency aid) Medics Italia, dopo aver coperto quasi 1600 miglia nautiche a bordo della sua barca è arrivato sulle coste dell’Ucraina portando un carico di giochi, medicinali, dolciumi e beni di prima necessità destinati ai bimbi ucraini.
Un’idea di Alessio che parte da lontano ed immediatamente abbracciata da Erik: «Da qualche anno – racconta – abbiamo acquistato insieme una vecchia barca a vela da corsa, in alluminio, degli anni ’80. Si chiama Sea Medic. Compratala ci siamo detti: perché non riciclare e dare un seconda vita a vecchie barche da corsa, non più competitive e neanche di valore storico usandole per il trasporto di aiuti umanitari?».
Gli ormeggi sono stati mollati a gennaio di quest’anno. L’equipaggio era formato da Alessandro ed Erik e tre volontari (due ragazze ed un ragazzo) già stati in Ucraina. «La navigazione ha avuto una velocità media di sette nodi – dice Alessio – un bel tempo ed un bel vento favorevole e qualche temporale. Abbiamo impiegato 15 giorni per arrivare. Siamo rimasti per un breve tempo per sistemare questioni burocratiche e quindi abbiano affrontato altri 15 giorni di viaggio per tornare». Salpata da Marsiglia la barca della speranza ha toccato quindi Bonifacio e Messina, per poi passare in Grecia, per lo stretto dei Dardanelli e il Bosforo, le coste bulgare e rumene del Mar Nero, fino ad arrivare in Ucraina. L’accoglienza, continua Giottoli, è stata molto calorosa: «La gente in Ucraina era emozionata e così noi. Sul posto abbiamo organizzato dei furgoni lo smistamento per scuole ed ospedali. Abbiamo portato un carico di circa tre tonnellate e mezzo di materiale vario: da prodotti per igiene, medicinali, cioccolata, attrezzature medico sanitarie, vestiti, giochi per un orfanotrofio) materiale scolastico». Nel viaggio, il marinaio ha voluto portare con se un pezzo di Umbertide, ovvero i bellissimi giocattoli in legno di Andrea Ceccagnoli, che una volta venuto a conoscenza della missione ha partecipato con alcuni doni per i bimbi di una scuola costruendo una serie di bellissimi strumenti musicali.
Continua Giottoli: «Cerchiamo solo di poter arrivare in un qualsiasi porto con un mezzo “umano”, semplice da gestire a livello burocratico come la barca a vela per offrire alla gente aiuto e conforto, speranza. Sogno di giungere un giorno al porto di Odessa o un altro posto di una terra che ha bisogno, con cento imbarcazioni a vela, equipaggi e aiuti».
Lo skipper sta organizzando un secondo viaggio con cinque barche a vela. «Donare – prosegue – vuol dire essere presenti attraverso la nostra barca. Vorrei creare una flottiglia capace di raggiungere luoghi dove farsi carico dei bisogni della gente più debole e sofferente. Vogliamo unire persone, appassionati del mare che vogliano utilizzare la propria barca non per andare a Portofino o Saint Tropez, che e legittimo, per una volta almeno dare vita ad una missione, per poi riportare a casa non ricordo di un divertimento goduto, ma quello del bene fatto, che da molta soddisfazione in più».



