In piazza c’è il polpo barese e il panino toscano. Manca la trota umbra e il Comune con il sottosegretario

Per lo street food il  Tic festival punta sull’extra regionalità: polemiche per l’assenza di specialità locali e sulla presenza  della senatrice Bongorzoni

TERNI – Tanti bei discorsi sulla filiera corta. Sulla necessità di promuovere i prodotti del territorio. Perché a Terni il territorio quando si tratta di mettersi a tavola vuol dire ciriole, porchetta, salumi, pampepato,  trota della Valnerina.

Domenica mattina le piazze del Tic Festival, le due principali,  sono l’ emblema di quello che non funziona nella valorizzazione del territorio. Un festival che piace.  Che ha attratto persone giovanissime e meno giovani, ma che è riuscito a rimanere estraneo al territorio almeno per quanto riguarda il cibo da strada. In piazza Europa e piazza della Repubblica c’è di tutto tranne che le specialità tipiche del Ternano. Il panino al polpo barese, il lambrusco, il cannolo siciliano, il panino toscano. C’è dunque mezza Italia tranne l’ Umbria. Un copione che si ripete anche in altre manifestazioni cittadine. Nel Tic l’ aspetto è accentuato perché i tre giorni del festival sono stati caratterizzati dalla clamorosa messa al bando dei tavolini all’aperto dei  pubblici esercizi che si affacciano sulle due piazze.  Quindi in questi tre giorni prendere un gelato seduti al bar impossibile come gustarsi un caffè “rossoverde”.  E domenica si toccato il punto più basso: alcune attività, come la pizzeria di Palo, non hanno neanche aperto perché, a loro dire, non c’era alcuna visibilità e neanche riscontro di clientela. Neanche la profumeria, che solitamente è aperta fino a tarda sera, ha tirato su le saracinesche. Che ci sia stato un problema di rapporto tra il Festival e il territorio si è avvertito anche dal punto di vista istituzionale. Memorabili i post di protesta dei bar ternani che chiedevano di lasciare qualche tavolo, anche se non tutti.  E memorabile anche la protesta del vicesindaco Corridore che si è presentato in Bct e, con il sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, presente,  ha dato degli inesperti agli organizzatori. Una polemica nella polemica che ha lasciato strascichi tra l’associazione Umbria for the future e l’ amministrazione Bandecchi.

53 minuti per Nicola Guida

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