Stadio Liberati: «Un altro anno ancora ti vorrei»

Comune e Ternana si accordano per una concessione di 12 mesi. Ma basteranno per delineare il futuro?

TERNI – Lunedì prossimo (20 maggio) il consiglio comunale voterà la concessione alla Ternana dello stadio Libero Liberati e dell’ antistadio Giorgio Taddei.
Una proroga fondamentale per consentire alla società rossoverde di iscriversi al campionato 2024-2025, che tutti si augurano sia ancora una volta quello di serie B.
La Ternana si impegna a pagare 30mila euro l’ anno per la concessione. E a fare lavori di manutenzione fino a 100mila euro. Saranno gli unici soldi a disposizione del Liberati, perché al momento nel bilancio di Palazzo Spada altre risorse per quell’impianto sportivo bisognoso di cure, non ce ne sono.

Quello che colpisce della convenzione in via di approvazione è soprattutto la durata: 12 mesi. Ma che cosa dovrebbe cambiare in un anno? Che cosa dovrebbe rendere non più indispensabile il Liberati nel futuro? Impensabile che in un anno si realizzi il nuovo stadio. Più probabile che il progetto clinica-stadio faccia passi in avanti. Nei giorni scorsi i tecnici del comune hanno spiegato in commissione consigliare che la procedura, per quanto riguarda l’iter amministrativo, può dirsi conclusa. Nel senso che a fronte di un progetto esecutivo presentato dalla Ternana, il Comune non potrebbe fare altro che approvarlo.
Certo, i punti interrogativi restano. Primo fra tutti quello del convenzionamento per parte dei posti letto della clinica privata con la Regione dell’ Umbria. Una convenzione che difficilmente può precedere la realizzazione dell’ opera. C’è poi il tema dei terreni. Quello della clinica è della Ternana woman di Stefano Bandecchi. Anche qui scuole di pensiero diverse sulla sussistenza o meno del conflitto di interessi, in quanto Bandecchi è pur sempre il sindaco del comune che firma le licenze edilizie.

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