La desertificazione non conosce confini Ztl: aggredisce anche corso del Popolo

L’ asse di Ridolfi conta oltre 15 vetrine spente: eppure i parcheggi sono a un passo

Elena Cecconelli

TERNI – Visaggio è solo l’ ultima bandiera che si ammaina. Quella di una attività storica che chiude i battenti dopo due generazioni. La crisi del commercio non si ferma alla Ztl, come dire che non è una questione di auto che transitano.

La crisi delle vetrine spente e delle saracinesche abbassate ha aggredito anche corso del Popolo, l’ asse portante della città, nella idea di Ridolfi doveva congiungere il centro con le zone di nuove espansione. Un corso in cemento armato, pietra sponga e porticati. Si contano almeno quindici vetrine in disarmo, alcune una dietro l’ altra. Una sequenza triste che una volta vedeva sportelli bancari, negozi di abbigliamento, di alimentari, di articoli per la casa. Eppure corso del Popolo è centralissimo, con posti auto in superficie e tanti altri nei parcheggi interrati. Eppure è una via a doppio transito, con marciapiede ad entrambi i lati. Una via che ha avuto investimenti importanti come quelli della corso del Popolo spa che quindici anni fa ha visto la realizzazione di uffici, appartamenti, negozi.
Tutto ciò non basta. In una delle fioriere a ridosso del Tribunale da tempo vegeta un gigantesco fico di India, l’ emblema di una desertificazione senza confini.

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