M.BRUN.
TERNI – C’è chi dice che “l’insuccesso gli ha dato alla testa”, leggendo che i 100mila voti presi in Italia non sono i titoli di coda (Umbria7 copyright), ma l’inizio di una nuova fase sua (di Bandecchi) e di Ap.
“Ap? Ormai vuol dire Alternativa imPopolare”, scherzano altri, sempre guardando ai risultati minimi delle Europee (0,39 a livello nazionale), leggermente meno del 2019 quando Bandecchi non lo conosceva quasi nessuno. Adesso che lo conoscono, magari è pure peggio.
Ma lui giustamente non ci sta e difende i risultati del suo partito e dei candidati alle comunali e sul territorio.
Ovviamente sul territorio umbro.
Non a Livorno perché lì – in attesa di un post, di sicuro sconvolgente, annunciato da Bandecchi – la candidata di Alternativa popolare a sindaco, Costanza Vaccaro, ha ottenuto un prestigioso 4,76% di consolazione nonostante l’endorsement del suo leader politico e tutto l’appoggio che voleva nella città natale del potente leader di Unicusano.
A rigore di numeri, però, Costanza Vaccaro avrebbe fatto bene a non farsi appoggiare dal suo leader. Lei ha preso, nella ridente città marinara, 1.625 voti, che non saranno tanti ma sono cinque volte e mezzo in più di quelli presi da Bandecchi, a Livorno, alle Europee: 315 voti, 1.19%, che in verità è di molto superiore allo 0,39 nazionale, ma non depone a favore di un’alta considerazione dei suoi concittadini.
Ora però la sua difesa dei candidati di Ap in Umbria (regione nella quale ha conquistato l’1,85% dei consensi, solo grazie allo zoccoletto duro del 9 e spicci di irriducibili a Terni città).
Dice Bandecchi: “per chi ride” (quindi non per Umbria7 che è sempre serissima e molto preoccupata quando si tratta di ascoltare il sindaco di Terni e non fa mai la linguaccia) ecco l’elenco dei successi sul territorio di un “partito che fino a un anno fa non c’era” e se c’era – immaginiamo – dormiva.
“5,76 a CastelriNaldi, 6,75 a SanvenanzIo”. E’ ragionevole pensare che si tratti di Castel Ritaldi e San Venanzo. Ma ecco i successi sonanti: 6 per cento e un consigliere comunale a Foligno con Presilla, uno a “LIgnanI in Teverina” e uno a Montefranco.
Sì: alle Europee è andata di schifo, ma in Umbria – lo ammettiamo – è un Arc de Triomphe. Insomma, più o meno, essendo in realtà 60 i Comuni umbri andati al voto l’8 e 9 giugno.
Però ora un consiglio a lei sindaco Bandecchi, per la stima che abbiamo: visto come sono andate le cose in questa tornata elettorale, stia attento a Presilla: può provare a scalare il partito e diventare il nuovo leader, forte di un risultato da considerare – confrontandolo con gli altri – sensazionale.


