ORVIETO (Terni) – Nella città della Rupe non c’è bisogno di attendere le 19 di domenica 16 giugno per sapere se ci saranno apparentamenti in vista del ballottaggio. E’ escluso che ci siano. L’invito ad entrare a far parte dell’esecutivo di Stefano Biagioli, qualora fosse il candidato del entro sinistra ed essere eletto sindaco di Orvieto, rivolto ai civici, cade nel vuoto: Roberta Palazzetti e Giordano Conticelli non fanno accordi con nessuno. Almeno non ufficialmente. In una lettera ai suoi concittadini la Palazzetti (Proposta civica) rivolge il suo accorato appello a tornare alle urne e scegliere autonomamente il candidato che più rispecchia la visione di città ideale, unita, solidale, che non lascia indietro nessuno», che vuol dire tutto e niente. Conticelli, un po’ più morbido: «Sottoporremo ai due sfidanti sette quesiti su partecipazione, servizi, ambiente, cultura e sociale. In base alle risposte che verranno date i nostri elettori saranno perfettamente in grado di decidere chi votare».
La sindaca uscente e candidata alla conferma per il centro destra, Roberta Tardani, non invita nessuno invece. “Libera e bella” si riposiziona #sullastradagiusta e continua la sua campagna elettorale. «L’unico accordo possibile è con gli orvietani» – dichiara Roberta Tardani. E torna a parlare del percorso di cambiamento che sta portando avanti: «Un progetto di città chiaro, ambizioso e concreto che si è arricchito di sensibilità diverse unite dall’amore per Orvieto e sulle cose da fare. Un progetto condiviso, dove ogni voce conta e ogni idea può trovare spazio per crescere e contribuire al bene comune. Un progetto inclusivo, dove non ci sono steccati ideologici e le differenze non sono un motivo di scontro ma una ricchezza sulla quale fondare una comunità coesa. Un progetto costruito per superare una volta per tutte le tensioni e le divisioni che hanno immobilizzato la città, per abbassare i toni e riscoprire il valore del dialogo costruttivo».


