di Marco Brunacci
PERUGIA – Noi ci ostiniamo a chiamarli segreti della sfida per il ballottaggio a Perugia. Ma ormai sono chiari a tutti tranne alle anime più candide che tiferebbero centrosinistra anche stando in paradiso.
Schlein ha messo a disposizione di Ferdinandi una macchina da guerra propagandistica impressionante per potenza e determinazione.
Mai in vista una cosa così nella provincia, di solito sonnacchiosa.
Vincere Perugia è per Schlein indispensabile ma non è solo questa la testa di leone da esporre in bacheca.
Ferdinandi deve diventare una icona nazionale da vincente “a sorpresa” (una sorta di gigante Golia travestito da pastorello Davide).
Nel progetto finale sarà la clone di Schlein, in tutto simile a lei. Entrambe ricche di famiglia e di convinzioni ultralibertarie, due leader della nuova sinistra estrema si’, ma molto trendy, impeccabile nel mood, che sa di Marx dai riassunti del Bignami e però ha rimesso in agenda la revolution, magari in versione frikkettona.
Ovvio: grande spazio a studenti ed elite sovraeccitate o annoiate, gli operai se vogliono venire.
Perugia è quindi indispensabile nel percorso ma non è l’obiettivo finale.
Perugia deve cadere (e se non cade è un grosso guaio), ma è il dopo che conta nella narrazione della nuova sinistra.
Contro tanta potenza di fuoco, che fa Scoccia? Combatte alzando le mura della peruginità, dello storico orgoglio dei perugini. Di ogni convinzione.
Sfida sproporzionata? Tutto dipende dalla tenacia dei perugini. Il fattore “tigna”, la volontà di decidere il destino della propria città senza delegare, il desiderio di non arrendersi a chi ha studiato fino all’ultimo particolare la conquista della città.
Per dire l’ultima: le lettere spedite via Posta dalla Ferdinandi sono un’operazione che può avere un costo calcolabile nell’ordine delle decine di migliaia di euro (25mila euro?). Scoccia ha fatto distribuire, casa per casa, le sue lettere con una spesa – report del suo team – intorno a tremila euro.
Contro i missili, Scoccia si difende con gli scudi.
La forza di Scoccia? Sta nel fatto che è partita in ritardo, ma ora ha tante energie personali in più in questi ultimi metri della corsa.
Le forze in campo saranno anche sproporzionate, ma la sfida dei 40 mila contro 40 mila continua. E i segnali sono che continuerà fino all’ultimo.


