TERNI – Dalla Fontana di piazza Tacito scorre l’acqua da poco più di un mese e già riemerge il giallo. I segni di ossidazione sulle colonne sono visibili ad occhio nudo: un mistero che si ripete. Con la verniciatura, che Palazzo Spada ha voluto venisse effettuata in loco, il problema non avrebbe dovuto ripresentarsi. Non così presto almeno. Non 40 giorni dopo la riaccensione del monumento di Ridolfi.
Venne liberato dai ponteggi l’11 maggio per tornare in funzione il 12, dopo che Asm aveva rivestito con una speciale guaina la superficie interna delle colonne che sorreggono il catino superiore, verificato i parametri dell’acqua, controllato il funzionamento della pompa di filtraggio, e dopo che una azienda di Narni incaricata dalla Pac 2000 aveva eseguito la verniciatura. Certo, si era partiti con l’idea di richiedere un accertamento tecnico al tribunale perchè il vice sindaco Corridore non poteva accettare che ad un anno e mezzo dal lungo restauro le parti metalliche fossero già “ingiallite”. Poi la decisione di risolvere la cosa diversamente. E, a sorpresa, il giallo riappare.







