PERUGIA – Un duello con tutti i crismi. E’ quello che ha visto come protagonisti nei giorni scorsi il segretario umbro del Pd, Tommaso Bori e il consigliere regionale, Andrea Fora. Il terreno di scontro è stato prima l’aula di palazzo Cesaroni per poi spostarsi sui social.
Bori, nel corso del suo intervento in occasione dell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa, ha preso di mira Fora: «Si proponeva fino a pochi mesa come candidato del centrosinistra a Perugia, salvo poi non essere accontentato e volgere lo sguardo verso la destra. Non so come si fosse immaginato per lui, vista una campagna di settimane e di mese per dimostrare tutti i quarti di nobiltà che aveva perché, si sa, chi arriva per ultimo deve essere più realista del re. Una campagna violenta, cattiva, denigratoria sul personale». Ha continuato il numero uno dem riferendosi sempre all’esponente civico: «La politica mercenaria è quella che si propone anche troppo, chiede incarichi e ruoli. Pensa al proprio interesse particolare, al proprio percorso personale, mai a quello della comunità e poi si acconcia a seconda di quello che gli conviene. La politica mercenaria è un male per tutti»
La risposta di Fora non è tardata ad arrivare: «E’ stupefacente ricevere lezioni di moralità ed etica da Tommaso Bori. Per quattro anni non ho mai parlato male dei miei colleghi né dei miei avversari. Contrasto le idee, ne propongo altre, studio, parlo con le persone e provo a risolvere i loro problemi ma mai mi sono sognato di combattere nessuno. Bori, in Consiglio regionale, piuttosto che parlare dei problemi dell’Umbria e provare a risolverli, mi ha attaccato personalmente dicendo che io vado in giro a cercare ruoli e poltrone dal 2019». L’esponente civico svela alcuni retroscena: «Bori fa difetto di memoria perché fu proprio lui, insieme agli altri dirigenti del Partito democratico a cercarmi 5 anni fa, mentre io stavo facendo tutt’altro, per chiedermi di fare il presidente della Regione. Cercavano un candidato riformista e moderato, sulle ceneri di un partito ridotto a brandelli dopo la caduta della giunta Marini e i processi in corso. Accettai dopo lunghe riflessioni perché speravo di costruire un progetto di cambiamento. Cosa che non fu possibile realizzare a causa dell’accordo tra Pd e M5S. Nel 2022, fu proprio il segretario regionale del Pd insieme al segretario cittadino Sauro Cristofani a cercarmi. Stavano tentando di trovare un candidato moderato e riformista per costruire una coalizione su Perugia. Rifiutai fin dall’inizio, perché non credo ai campi larghi che si uniscono solo per combattere i nemici invece che costruire progetti che tengano insieme le persone e le comunità». Continua Fora: «Ho fatto fin da bisogno gli auguri di buon lavoro a Vittoria Ferdinandi, perché Perugia deve essere governata bene e perché credo nelle istituzioni. A differenza del segretario del Pd, io non faccio politica per combattere nemici né per avere like sui social, ma per costruire risposte alle persone». Incalza il consigliere di Patto civico: «Poche settimane fa, la giunta regionale ha approvato un intervento importante di sostegno alle famiglie con bambini disabili per l’accesso ai centri estivi. Qualche tempo prima abbiamo dato il via libera in Consiglio regionale a un intervento legato alle tariffe per gli anziani. A tutti questi provvedimenti Bori non ha partecipato e non ha votato. Evidentemente perché erano proposte del centrodestra e non della sinistra. In questo sta la differenza tra me e una certa sinistra da cui io, sicuramente, mi sento lontano anni luce. Per Bori la politica è lotta e combattimento contro i nemici e non lavorare per e a favore dei servizi e dei bisogni delle persone. Proprio in questo sta la differenza».


