Aurora Provantini
TERNI – La sindaca di Ferentillo, Elisabetta Cascelli, è con le valigie in mano. Ma non si tratta di vacanze. La sua è una partenza amministrativa: «Noi di Ferentillo vogliamo andare con Perugia. Lasciare la Provincia di Terni. Troppe vessazioni. Troppi soprusi. Lo chiedono i cittadini. Ci stiamo organizzando per raccogliere le firme, poi faremo tutti i passi amministrativi necessari, compreso il referendum».
Ma perché cambiare casa?
«Terni non ci dà spazio. Sottovaluta la Valnerina. Siamo un territorio di grande bellezza e ricettività turistica ma loro parlano solo della Cascata. È una situazione che si protrae da anni e che ci penalizza».
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il tutor: «La sicurezza non c’entra niente. Per mettere in sicurezza la Valnerina ci vogliono le rotonde, i marciapiedi, il rifacimento del fondo stradale. Il tutor serve solo per fare cassa al Comune di Terni. È uno strumento iniquo perché colpisce i residenti di Ferentillo, Arrone e Montefranco alto. Chi lascia la Valnerina prima del termine dei cinque chilometri sottoposti a tutor non subisce alcun controllo».
La sindaca insiste sui conti: «Noi di Ferentillo all’ aspetto economico non ci guardiamo. Forniamo l’ acqua a Terni senza pretendere nulla per i nostri pozzi. Il vicesindaco di Terni Corridore alla riunione in prefettura ha detto invece che il suo comune deve rientrare dei soldi spesi per l’ installazione del tutor. Solo dunque una questione di denaro».
Per la Valnerina un danno economico: «Ci sono lavoratori che fanno avanti e indietro con Terni due volte al giorno, quattro viaggi a rischio sanzione. Ci sono ristoranti che rischiano di perdere la clientela che arriva soprattutto da Terni».
La sindaca Cascelli parla di un danno più strutturale: «Rischiamo l’ isolamento. Un paio di sere fa ho invitato alcuni amici a Ferentillo. Mi hanno risposto di no, perché erano preoccupati per la presenza del tutor»


