Il salotto che non c’è: «Non vedo l’ora di scappare dalla Galleria del Corso»

Il titolare del Caffè, sulla latrina a cielo aperto: «Non ne posso più di questo degrado»

TERNI – «Vorrei non riaprire». Alessandro Sani, da 24 anni alla guida del Caffè del Corso, chiuso per tutto il mese di agosto, vorrebbe trovare un acquirente oggi stesso: «Non ho la forza neanche di cessare l’attività, al massimo ho il fiato per consegnare le chiavi a qualcuno più appassionato di me». Non che Sani sia vicino alla pensione o che non sia innamorato del proprio lavoro. Anzi. Ma è stanco della situazione di degrado che, oltretutto, si aggrava giorno dopo giorno.

«Dovrei riaprire il 31 ma credo di non farcela. Non ne posso più. La gente si stupisce di trovare le feci e l’urina in Galleria, ma io la trovavo e le toglievo  ogni mattina. Di queste condizioni di lavoro sono stanco».

In 24 anni ha visto il centro appassire. «Un decadimento progressivo». Una desolazione per chi ci vive e per chi deve gestire un’attività economica. «Chiudono tutti. Chiudono i grandi e i piccoli. E non riparte niente. Attonro alla Galleria solo cantieri e negozi sfitti».

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