«Per i guai della fontana Bandecchi domandi ai tecnici comunali»

Il soprintendente Lacava: «Sarebbe il caso che il sindaco acquisisse informazioni dai suoi uffici»

TERNI –  Il Re è nudo e la fontana di piazza Tacito pure. Bandecchi ammette che nel catino disegnato da Mario Ridolfi ci sia la ruggine e punta il dito contro la Soprintendenza, accusandola di aver generato il problema per una scelta di colori, nello specifico il bianco del castello.

Ma ecco la risposta del soprintendente Giuseppe Lacava con un intervento sul Corriere dell’Umbria di sabato 24 agosto: «Quanto poi alla cosiddetta ruggine, che tra l’altro ruggine non è, sarebbe il caso che il sindaco acquisisse informazioni presso gli uffici tecnici comunali, dal momento che non si comprende quale possa essere il coinvolgimento della Soprintendenza nella questione».

L’ingegnere Giuseppe Lacava, dunque, rinvia il sindaco agli ingegneri e ai geometri che hanno seguito il lunghissimo restauro della Fontana dello Zodiaco. Dieci  anni di lavori che hanno portato al recupero dell’opera di Ridolfi e Fagiolo, seppur caratterizzato dall’immancabile colore giallo.

Anche per quanto riguarda le sei statue dell’amore, quattro delle quali secondo Bandecchi debbono essere poste all’interno del centro storico, un’area sottoposta a vincolo d’interesse artistico e storico.

Il Soprintendente Lacava aggiunge un elemento inedito: finora da Perugia non è arrivata nessuna bocciatura per la quattro statue che secondo Bandecchi andrebbero  posizionate nel cuore della città.

La Soprintendenza, al momento, si è limitata a chiedere una integrazione  di documenti  da parte del Comune di Terni. Un supplemento di istruttoria, peraltro, non ancora evaso dall’amministrazione Bandecchi.

Chissà se a seguito dell’intervento del Ministero della Cultura Bandecchi si deciderà a fare finalmente luce su quanto è successo nei dieci anni di restauro della Fontana monumentale dello Zodiaco, prima con la giunta Di Girolamo e poi con quella Latini. Fermo restando che gli ingegneri e i geometri deputati all’intervento sono riamasti sempre quelli.

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