Verso le regionali / La sinistra se non in marcia è già in marcetta e fa la Pace. A destra scoppia il caso Fioroni

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Csx, il sì di Umbria Left e la conferma del leit motive di Perugia: “Vincere, vincere e vinceremo”. La questione del “ministro plenipotenziario” diventa invece un caso politico che può ora arrivare ai vertici della Lega, da Marchetti, a Crippa e Salvini

di Marco Brunacci

PERUGIA – Verso le regionali, schermaglie di inizio campagna elettorale.
Qui centrosinistra. Dice bene una lettrice di Umbria7 nel commentare l’ultimo pezzo sulle fibrillazioni dei due schieramenti. Non ha vinto Arcudi a Perugia, ha vinto la sinistra e vedrete che come vincerà anche alle regionali. Sta in questo la forza del messaggio del csx, la marcetta di “Fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti: “Vincere, vincere e vinceremo ancor”.

Ecco allora che, per fare un esempio di poche ore fa, l’adesione di Umbria Left al progetto Proietti gira intorno alla Pace. In uno schieramento che nella quasi totalità sostiene la guerra in Ucraina può sembrare contraddittorio ma non lo è. Il messaggio è chiaro: qui si tratta di vincere, sconfiggendo la destra. Non è il momento di discutere in cosa si crede.
È stata questa la grande forza della Invincibile Armata che ha trionfato Perugia per un pugno di voti ma sufficienti. Sarà la forza dell’altrettanto Gigantesca Armata. È determinante che in queste settimane di campagna elettorale nessuno si chieda “vincere per fare cosa”. E nessuno si ponga il problema Renzi.
Ps. Una nota per la affezionata lettrice: Arcudi a Perugia ha vinto perché ha ottenuto un risultato percentuale straordinario nel centrodestra sconfitto (per pochi voti). Ma, tranquilla, la sinistra se non in marcia è già in marcetta: “vincere, vincere e vincerà ancor”, come tutto al momento fa pensare.

Qui centrodestra. Pur di far vincere la “sinistra in marcetta” il centrodestra si farebbe in 4. Per lo meno in 2. Quelli a favore di Fioroni plenipotenziario di Tesei e quelli contro. Arcudi ha sollevato la questione e ora insiste, minacciando di fatto il passo indietro dei suoi civici. Gli accordi vanno rispettati e deve essere la presidente della coalizione Tesei a mantenerli. Senza ministri plenipotenziari. Questo sostiene.
Se si capisce bene la questione da schermaglia fisiologica sta per diventare un caso politico: saranno chiamati a risponderne il segretario della Lega Marchetti, quindi Andrea Crippa e, se non risolve, alla fine Salvini.

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