Regionali in Umbria: la sfida interna del Pd tra giovani ambizioni e vecchie logiche

Lucarelli e Filipponi, giovani promesse del partito, mentre la gerontocrazia ternana cerca di mantenere il controllo. La Schlein riuscirà a superare le divisioni interne e a rappresentare una nuova generazione?

r.t.

TERNI – La presenza della Schlein, che comunque non ha mancato di ricordare “qui è andata male”, ha ridato un segnale di vivacità al PD della bassa Umbria, soprattutto in vista delle elezioni regionali. Sicuramente un bel bagno di folla, ma i giovani erano solo gli amministratori pd tra i trenta ed i quaranta anni, per il resto molti capelli bianchi, tanto sindacato, e tantissimi maggiorenti. Tra i giovani amministratori c’erano i consiglieri narnesi Mirko Zitti e Francesca Agostini, i sindaci Fabio Di Gioia, Federico Gori, Lorenzo Lucarelli, ed il consigliere di Terni mister preferenza Francesco Filipponi. Proprio questi ultimi due, Lucarelli e Filipponi, forse quelli con maggiori bagagli di consenso, dati in pista per le elezioni regionali.

Il primo ha dovuto faticare e non poco a farsi brillantemente largo tra la gerontocrazia del pd ternano, dopo aver retto la “carretta” del gruppo PD in seguito alle inchieste giudiziarie, arrivando ad essere il primo degli eletti a Terni tra tutte le varie liste nelle recenti amministrative, il secondo eletto con oltre il 60% sindaco di Narni al suo primo mandato, appena due anni fa, ma che tutto il gruppo dirigente narnese o quasi vorrebbe rimanesse a Narni a fare il primo cittadino, anche per evitare un tramutatico ritorno al voto, dall’esito per la prima volta non prevedibile. Ecco, qualcuno sia da Perugia per calcoli meramente di bottega a vantaggio dei candidati del nord dell’Umbria, sia da Terni per il controllo del partito sulle macerie della “Cecenia” delle regionali, vorrebbe farli scontrare. Uno dei due senza l’altro in campo, avrebbe ottime probabilità, se non la matematica certezza di farcela e di riunire i consensi della provincia. I due sono anche notoriamente molto amici, e sono consapevoli delle conseguenze di scelte a discapito di entrambi. Oppure altra ipotesi accreditata evitare di farli candidare entrambi con la scusa dello scontro, per blindare la soluzione istituzionale, il segretario provinciale Fabrizio Bellini, magari in ticket con la Malafoglia, ancor più libera di pescare a Spoleto, sempre che Maria Grazia Proietti non venga blindata da Demos, componente che sarà nella lista del Pd. La soluzione Bellini, per la sua debolezza di consenso, agevolerebbe ancor più i perugini e garantirebbe tranquillità alla vecchia guardia. Vedremo se i giovani del PD saranno capaci ancora una volta di eliminarsi tra loro per lasciare tutto immutato a favore della vecchia guardia ternana, o se saranno per la prima volta scaltri, anche dopo i richiami della Schlein, tanto da gestire la partita delle candidature a loro vantaggio, mettendo in sicurezza l’elezione di almeno un rappresentante ternano di centrosinistra.

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