Crisi del commercio: «La medicina per il centro è l’Università»

L’assessore allo sviluppo economico parla di progetto chiaro e intanto il Comune autorizza l’apertura di una nuova struttura di vendita a Maratta. IL VIDEO

TERNI –  Nella seduta del consiglio comunale di lunedì 14 ottobre è stata autorizzata, su proposta della giunta Bandecchi, l’apertura di uno store di abbigliamento sportivo a Maratta. In barba alle politiche – annunciate – di rilancio del commercio di vicinato e del centro città in genere. Per rilanciare il centro, a dire la verità «il progetto dell’amministrazione  Bandecchi è chiaro», sottolinea l’assessore Sergio Cardinali.

Cardinali svela che la giunta si  sta «approssimando a fare un accordo con la Regione e l’Università di Perugia, per portare in centro a Terni quello che è il cuore dell’economia». Magari non tenendo conto che da qui a quando l’Università metterà piede  in centro, considerata la velocità con la quale il centro si sta svuotando, non ci saranno tutti questi negozi di vicinato da salvare.

Eppure in una intervista a Tag24, l’assessora  Renzi aveva decretato «il fallimento del modello sostenuto per almeno due decenni di consentire e in alcuni casi di favorire la nascita di grandi superfici commerciali diffuse su tutto il territorio comunale». «Questo modello ha portato a un’inflazione delle strutture di vendita. A un vero e proprio accesso di offerta. Che fagocita prima di tutto sé stessa». La sua dichiarazione risale al momento in cui chiusero, quasi in contemporanea, Conbipel, Terranova e Visaggio. Da allora sono passati appena due mesi eppure ancora ci si rivolge a quel “modello maledetto” .

Con 18 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti, il consiglio  approva il  documento di programmazione delle attività commerciali) dando il via all’iper per l’apertura dello store a Maratta.


«Per redigere il nuovo DPAC – la  nota del Comune – sono state a esaminate le novità del quadro normativo regionale in materia di commercio, intervenute in data successiva alla adozione del precedente Documento. Queste indicazioni tendono a rafforzare i motivi imperativi di interesse generale e a declinarli in criteri localizzativi e limitativi di talune tipologie commerciali che il Comune può utilizzare nel proprio documento di programmazione commerciale ove ricorrano esigenze ambientali, paesaggistiche, di viabilità, di congestione (ovvero insufficienza) di servizi al cittadino, pur nel rispetto del principio della libera concorrenza. Nel documento ci sono novità nell’ambito delle norme di attuazione per valorizzare e promuovere azioni migliorative ambientali e infrastrutturali in taluni interventi di nuovi insediamenti commerciali in determinate aree. 
Aggiornati anche i dati statistici, demografici, economici ed ambientali rispetto al 2023. Dall’analisi effettuata, si conferma il trend di decrescita demografica della città e le difficoltà dei settori produttivi e commerciali. Risulta invece interessante la crescita dei flussi turistici, che anche nel territorio ternano, possono determinare una significativa modifica della geografia dei consumatori. In questo contesto, l’offerta commerciale legata alla valorizzazione del territorio, alla promozione dei prodotti tipici e di qualità, alla valorizzazione degli esercizi di vicinato, soprattutto nel centro storico, rappresenta un potenziale di crescita del settore che va sostenuto sia da corrette politiche localizzative sia da interventi più generali di valorizzazione e di fruibilità del centro città.
È stato anche ridefinita la parte del documento dedicata alle norme tecniche di attuazione degli strumenti urbanistici che, così, declina in modo specifico i criteri generali. Invariata la suddivisione delle zone secondo le varie vocazioni (residenziali, commerciali, produttive, industriali e artigianali) ed i criteri localizzativi che tendono a limitare fenomeni di eccessiva localizzazione di grandi superfici commerciali a discapito di aree storicamente vocate al commercio, come il centro storico della città.
Il documento di programmazione delle attività commerciali nella sua stesura definitiva è stato trasmesso, infine, alla competente Autorità regionale per la verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale Strategica- VAS-  che non ha ravvisato la necessità di sottoporlo a tale procedura, apportando soltanto limitate correzioni di refusi terminologici o precisazioni di dettaglio.
Si tratta quindi in estrema sintesi di un documento che rappresenterà per i prossimi anni la disciplina sul commercio calata nel territorio, sempre tenendo conto di altri strumenti che regolano la vita e lo sviluppo della città quali ad esempio il Quadro Strategico di Valorizzazione, il PRG il PUMS.

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