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«Pagatemi il mio progetto». A Bandecchi scivola il piede sull’acceleratore, avrà mica pensato che il Comune di Terni è una sua società?

In attesa del risultato del ricorso di Cidat al Tar, il sindaco di Terni interviene in modo francamente incomprensibile sugli 82 posti letto che il Piano fabbisogni della Regione riconosce a Terni. Facendo confusione

TERNI – Invincibile Bandecchi. Intervistato, prima disserta sulla Ternana, che forse vincerà, ma deve giocare bene nel girone di ritorno dove tutto si decide. Poi eccolo che, come per caso, parla di tutt’altro: la clinica da 82 posti letto.
Nel video, da poco diffuso, in realtà si fa confusione. Chiarimento: non è stata autorizzata dalla Regione la clinica stadio, con la Ternana di mezzo e con il terreno di proprietà di società da considerare nell’orbita del sindaco. Invece: la Regione, nel piano dei fabbisogni, dice soltanto che Terni ha diritto ad avere 82 posti letto in più.

Bene: niente fa pensare che la clinica stadio vicina allo stadio e gli 82 posti letto da realizzare secondo il Piano dei fabbisogni, varato dalla Regione, siano la medesima cosa.
E, però, Bandecchi, come al solito, si muove con il garbo dell’elefante in cristalleria. Interpellato sul progetto della società Cidat, disposta a investire 20-25 milioni per far diventare realtà gli 82 posti letto in più, se ne esce con un francamente incomprensibile: “Basta che mi diano 8 milioni a me, perchè il progetto è il mio”.
Il progetto degli 82 posti letto previsti dalla Regione è il suo? O piuttosto è suo il progetto della clinica vicina allo stadio che, per altro, Cidat non ha alcuna intenzione di realizzare? Pechè mai qualcuno dovrebbe pagarglielo?
Per spiegare ancora meglio: se Cidat volesse realizzare in base a una precedente autorizzazione regionale, senza limiti di tempo segnalati, come fatto presente dalla società in uno specifico ricorso in discussione al Tar, 82 posti letto come ampliamento della sua attuale struttura, senza avere alcuna intenzione di portarli allo stadio, dovrebbe pagare a Bandecchi 8 milioni? Cos’è successo? Forse Terni e le sue istituzioni e le sue realizzazioni sono diventate beni di una società per azioni del sindaco? Di sicuro no, ma certe affermazioni un po’ spiazzano.
E comunque noi torniamo sempre a pensare che Bandecchi sia meraviglioso, incontenibile com’è: il mondo ruota intorno al suo non circoscrivibile ego. Certo, a vedere così – ma magari ci sbagliamo – il Comune lo vede come una sua pertinenza.
Si sa che così non è. Tanto più per un promettente prossimo statista degasperiano. Se uno vuol entrare nel salotto buono, non può soffiarsi il naso con le tende di raso. Un minimo di bon ton istituzionale è dato per scontato.
Ma forse a Bandecchi è solo scivolato il piede sull’acceleratore. Poco male, alla fine.
Non decide lui, ci sono le leggi che verranno equamente applicate dal Tar e semmai, in seconda istanza, dal Consiglio di Stato. Se Cidat ha diritto, verrà riconosciuto, altrimenti no. Qualora il Comune giocasse a mettere impedimenti ingiustificati o addirittura fittizi per interessi che non sono quelli legittimi della collettività, sarebbe riprovevole e finanche perseguibile per legge.
Un sindaco livornese appena convertito lord inglese e in procinto di diventare uno statista degasperiano sicuramente non cadrà in altre trappole che la sua indole indocile gli tende.
Scommettiamo: sarà d’ora in avanti l’imparziale sindaco di Terni, non l’imprenditore che vuol fare troppe parti in commedia.

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