TERNI – La giunta Bandecchi senza il sindaco Bandecchi e la dirigenza della Confartigianato senza assenti. Un incontro per fare il punto sulle politiche di governo del territorio. «Nell’incontro, come di consueto per Confartigianato Terni, è stato illustrato e consegnato all’esecutivo di palazzo Spada “Il contributo di Confartigianato Terni alle politiche comunali”: un documento che riepiloga le questioni territoriali e propone le principali politiche di intervento, sia aggiornando le proposte già sottoposte ai candidati alle elezioni comunali alla luce del primo scorcio di mandato, sia recependo le istanze delle imprese e dei presidenti di categoria.
Mauro Franceschini ha sottolineato la complessiva soddisfazione per il livello delle interlocuzioni e per l’attenzione alle esigenze espresse dalle imprese del territorio in questa primo scorcio di mandato, che ha consentito la soluzione positiva di molte questioni come le modifiche alla nuovo regolamento della Ztl, l’estensione delle attività musicali nei pubblici esercizi, i pagamenti onorati all’indotto Asm. Franceschini ha anche sostenuto «una pregiudiziale sulla rappresentanza che chiarisce come Confartigianato Terni abbia ampia legittimità a rappresentare oltre i settori dell’artigianato, anche quelli del commercio e turismo, dando ampia disponibilità a collaborare, come di consueto, con le amministrazioni locali, a partecipare a incontri di concertazione e a qualunque confronto con i livelli locali delle organizzazioni riconosciute nel Cnel».
Contrarietà e preoccupazioni state espresse rispetto all’atto di programmazione urbanistico commerciale, che autorizza l’apertura di una grossa struttura di vendita a Maratta: «L’impostazione politica non è condivisibile perché tradisce la solita logica che ha determinato la desertificazione commerciale a Terni per la quale le aree degradate devono essere recuperate solo ed esclusivamente con le metrature commerciali, che ha portato all’attale situazione di estrema difficoltà del centro città. Diverso e condivisibile invece è affermare che si vuole in futuro sostenere il centro riportando nella sede naturale le attività universitarie». «La crisi economica particolarmente grave del centro città – sottolineava Confartigianato qualche giorno prima dell’incontro – impone che prima si proceda e si ottengano risultati di rilancio del centro e poi semmai si prendano in esame le deroghe estensive. Fare l’inverso fa correre il rischio di aggravare la crisi del centro città».


