Il bus elettrico non cammina: scontro tra Cgil e Melasecche  

Il sindacato denuncia il lungo parcheggio di 19 mezzi nuovi di zecca. L’assessore getta benzina sul fuoco: «La Filt vomita»

TERNI – L’unica cosa che cammina, di sicuro, è la vela che invita a votare l’assessore uscente Enrico Melasecche, candidato con la Lega. Per il resto è scontro tra l’amministratore alle infrastrutture e la Filt Cgil.

Un duro scambio di accuse in merito a 19 bus elettrici fermi in un deposito di Maratta. A Terni. Secondo la Cgil da oltre un anno i mezzi ultramoderni sono parcheggiati senza targa. E’ visibile solo il marchio di Umbria mobilità, l’agenzia unica della Regione per il trasporto pubblico.

La Filt Cgil fa notare che ogni bus costa 300mila euro e che quindi al momento fermi ai box ci sono  oltre cinque milioni di euro. «Mezzi mai usati. E vorremmo sapere il perché, visto l’importante esborso di denaro pubblico e soprattutto vista la grade esigenza di svecchiare il parco mezzi e di abbattere l’inquinamento in una città come Terni».

Al sindacato replica l’assessore: «La Filt vomita veleno in modo ridicolo». Melasecche ricostruisce la vicenda sostenendo che l’acquisto risale alla fine del 2022 e che era  necessario per non perdere un finanziamento di oltre 10 milioni di euro da parte del Ministero e che il lungo parcheggio p sarebbe dovuto alla mancanza degli impianti per la ricarica elettrica.  Le colonnine arriveranno sia a terni che a Perugia nel primo semestre del 2025, assicura Melasecche. Seguono pugni e cazzotti contro Cgil e  sinistra. Ma questa è materia  forse più utile per la legittima e reciproca campagna elettorale.  

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