L’inarrestabile sindaco Sisti guida i Niet-cong contro il primo obiettivo: il termovalorizzatore

Si inizia dai tanti no del programma di centrosinistra. Briziarelli (Noi moderati) ammonisce: «Contiamo che la pragmatica Proietti prosegua il lavoro di Tesei, ricordando che la Bicamerale accertò irregolarità nel ciclo di rifiuti nelle precedenti giunte in Umbria»

M.Brun.

PERUGIA – L’inarrestabile sindaco spoletino Andrea Sisti guida la prima incursione dei Niet-cong (una volta c’erano i Vietcong), addirittura prima dell’insediamento della nuova giunta regionale.
Sisti, come presidente dell’Auri, ha indetto per il 29 pomeriggio la riunione con la quale verrà bloccata la gara per il nuovo termovalorizzatore, con conseguente impallinamento del Piano regionale rifiuti.
I tanti no alle politiche della giunta precedente da parte dei vincitori di centrosinistra arrivano a tempo di record, per i sì bisognerà attendere.
Di sicuro si sa chi perde (il termovalorizzatore), non chi vince.
Le giunte di centrosinistra ante 2019 avevano molto discusso e mai concluso per non scontentare nessuno dei componenti della coalizione e delle correnti del Pd, nel mentre le discariche umbre sono state sottoposte a un curioso effetto chewingum (si estendevano e ritraevano). Il gioco è durato vent’anni. Ora si attende di vedere una soluzione per la conclusione del ciclo dei rifiuti alternativa al termovalorizzatore. Guardando al passato, la strada più probabile sara’ quella di di decidere di non decidere.
La prima nota critica che arriva dalla ex maggioranza di centrodestra è quella del leader di Noi Moderati, Luca Briziarelli, qui di seguito.

Il nuovo consiglio Regionale non si è ancora insediato, ma l’ideologico e trasversale “partito del No” che anima il centrosinistra è già al lavoro. Dopo il voto contrario al nodino da parte della maggioranza del Consiglio comunale di Perugia, ecco la convocazione del direttivo di Auri, a maggioranza di Centrosinistra, che con un vero e proprio colpo di mano che travalica il proprio ruolo esclusivamente esecutivo, si prepara a mettere ai voti la sospensione della procedure per la sollecitazione di proposte ad iniziativa privata previsto dalla normativa. Tradotto dal “burocratichese”, di fatto il primo passo per rimettere in discussioni la realizzazione del Termovalorizzatore, senza però indicare alcuna valida e concreta alternativa che sia anche lontanamente sostenibile sia sul piano ambientale che economico per la chiusura del ciclo dei rifiuti per l’Umbria.
In passato Uan parte del centrodestra aveva preso in considerazione anche la possibilità di chiudere il ciclo dei rifiuti ricorrendo alla termovalorizzazione utilizzando impianti di altre Regioni per una questione di sostenibilità economica (procedura consentita dal decreto attuativo dello Sblocca Italia di Renzi e che anche il Tar del Lazio aveva ritenuto compatibile con i principi di prossimità e autisufficieneza sanciti a livello europeo – possibilità che personalmente continuo a ritenere valida, almeno in linea di principio) , ma senza comunque demonizzare la termovalorizzazione e rinunciare a tale tecnologia in quanto tale per una mera questione ideologica.
Siamo tutti d’accordo che si debba ridurre la produzione di rifiuti, riutilizzare e riciclare, ma occorre guardare in faccia la realtà: sostenere che solo così si possa arrivare ad azzerare magicamente i rifiuti è, ad oggi, irrealistico e fuorviante. Quello che rimane alla fine di tutti i processi virtuosi, va termovalorizzato o avviato in discarica, questa sì una scelta scellerata, in generale ed in Umbria in particolare.
È bene ricordare che proprio l’Europa ha stabilito che dal 2030 sarà vietato lo smaltimento in discarica di rifiuti idonei al riciclo o al recupero, specie quelli urbani, ed entro il 2035 la quantità di rifiuti urbani collocati in discarica dovrà essere pari o inferiore al 10% del peso totale dei rifiuti prodotti in base alla pianificazione regionale.
Prendersi la responsabilità di bloccare il percorso verso la termovalorizzazione in assenza di un’alternativa significa condannare gli Umbri a costi maggiori e all’ulteriore ampliamento delle discariche esistenti (già sfruttate e a più riprese per il decennale colpevole ritardo del centrosinistra nell’individuazione si una soluzione) o all’individuazione di nuove aree da destinare a tale utilizzo.
Solo a titolo di cronaca corre l’obbligo di ricordare che, oltre all’inchiesta sulla sanità, la precedente legislatura sia tristemente nota anche per le responsabilità, non solo politiche, legate proprio agli scandali e alle inchieste sui rifiuti accertate all’unanimità anche dalla Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e i reati ad esso connessi che, su mia richiesta, svolse un’indagine specifica proprio sull’Umbria la cui relazione conclusiva è pubblica e consultabile.
La speranza è che la Presidente Proietti, di cui è noto il pragmatismo, terminata la campagna elettorale, come già fatto per la Sanità, anche in materia di rifiuti abbandoni gli slogan e prosegua sulla strada tracciata dalla Giunta Tesei , l’unica possibile per assicurare agli umbri soluzioni reali e non utopistiche visioni.

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