M.Brun.
PERUGIA – Agenas, l’agenzia nazionale della sanità, inserisce tutta l’Umbria sul livello più alto della sanità italiana. È il responso della classifica delle performance manageriali delle Aziende ospedaliere e delle Asl.
Quando si dice che le “sante bugie” sulla sanità hanno fatto vincere “i sostanzialmente buoni” in Umbria si dice una cosa ovvia.
Non c’era una sanità al disastro, non c’era una sanità privatizzata. Naturalmente non c’era neanche la sanità perfetta che non si trova peró da nessuna parte. C’era una sanità che aveva bisogno di tanti aggiustamenti, come nelle migliori regioni d’Italia (non la Toscana, per dirne una). E ora sarà il problema della nuova maggioranza, che ha il vantaggio di partire da un livello alto e lo svantaggio di aver raccontato una apocalisse che non c’era e prospettato un futuro da età dell’oro irraggiungibile.
Donatella Tesei ha detto la verità e la verità non ha pagato in consenso. Esce di scena con un’ultima riunione romana, nella quale porta in Umbria 44 milioni di fondo sanitario più 15 milioni come premio per i risultati raggiunti. Ripensate alle grida sotto gli ospedali umbri in campagna elettorale per concludere che era solo uno show elettorale, però – vero o falso che sia – riuscito.



