Duemila in piazza Solferino contro la manovra di bilancio della Meloni   

Lo sciopero di Cgil e Uil per tutelare i lavoratori e le lavoratrici e chiedere investimenti concreti. LE FOTO

 TERNI – Lo sciopero generale indetto dalle sigle sindacali Cgil e Uil in 46 piazze italiane e in piazza Solferino a Terni. Duemila in piazza con bandiere e striscioni per rivendicare «diritti, giustizia sociale, una vera politica industriale». Dal palco la bordata alla Cisl che non ha aderito allo sciopero: «Se un sindacato non è in piazza oggi, non sa fare il proprio mestiere».

Alla premier Giorgia Meloni le parole peggiori: «Il governo non vede la crisi dell’industria, la difficoltà dei lavoratori, l’emergenza sanitaria, l’emergenza carceri. Cara Meloni, le regaleremo un paio di occhiali». Monito anche al sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ormai parte della coalizione di centrodestra dopo l’accordo nazionale: «Siamo qui, siamo tanti, non ci fermeremo».

Maria Rita Paggio e Maurizio Molinari sulla manovra di governo: «Ingiusta e pericolosa. La terza manovra di questo governo non fa altro che peggiorare le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche dei pensionati, introducendo tagli su sanità, servizi pubblici ed enti locali intollerabili e che spingono sempre più cittadini a rinunciare a curarsi. E’ una deriva intollerabile di fronte alla quale non possiamo stare a guardare». Ad aggravare il giudizio sulla Manovra c’è una riforma fiscale iniqua, che allarga le disuguaglianze e la parte relativa al cuneo fiscale che diventa tassabile, pagato da molti lavoratori con il maggior gettito Irpef. Per non parlare delle pensioni, dove si incentiva a restare al lavoro più a lungo, nonostante le promesse del Governo. 
«Una manovra – proseguono Paggio e Molinari – che non risponde ai bisogni delle persone. La politica avrebbe dovuto rispondere a queste esigenze, tassando quello che andava tassato, come gli extraprofitti delle grandi aziende o le rendite e le ricchezze, oppure mettendo in campo una seria lotta all’evasione fiscale. Alla luce di tutto questo non possiamo non chiedere un impegno alle lavoratrici e ai lavoratori». Nel mirino la sanità e i servizi sociali, ma anche gli investimenti praticamente inesistenti sulla sicurezza sul lavoro e tutto l’impianto e la visione di Paese, che conferma come i lavoratori dipendenti e i pensionati vengano visti come un bancomat a cui si risponde con aumenti risibili, come i 3 euro per le pensioni.

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