di Marco Brunacci
PERUGIA – Il change alla Trump in Regione? Molto annunciato dal centrosinistra vincente, che ha urgente bisogno di posti da distribuire data la vastità della coalizione, ma non così meno facile da realizzare.
Vediamo.
- In teoria ci sono almeno 40 nomine di primo livello da fare. Il Gabinetto della presidente ha un paio di posti assegnati: Mossuto e Chiodini. Per il resto si vedrà. Adriano Bei è il punto di riferimento dei direttori, si attende un grande rassemblement, ma attenti: questo non è un Paese da spoil system. Quello del centrodestra è stato fin troppo garbato.
- Poi c’è la grande partita delle società partecipate dalla Regione, il Moloch dalle 17 teste che è stato alla fine domato. Il centrosinistra ringrazia per i bilanci in ordine e senza tagli del personale (anzi), e ora si appresta a cambiare tutto. Ma non è affatto facile come sembra, se non c’è intesa con chi esce.
- Si sa però che sono due i nomi che provano a restare e tre quelli che devono essere sistemati. Siamo al nocciolo della questione: Marina Balsamo a Umbria Mobilità potrebbe superare anche questa prova, dopo aver cambiato da Marini a Tesei. Ma la sorpresa è che l’uomo del Pnrr,
Luca Federici: non si considera sostituito nonostante la sua nomina fosse di compensazione evidente per Fdi. Ma il settore Pnrr, che a livello governativo è in quota Fdi, potrebbe lasciargli spazi. Ora i tre nomi che devono essere sistemati: Ferrucci, Flagiello e chi non va in Giunta dei leader di Avs, ragionevolmente più Santi che Barcaioli (l’accordo ultimo prevede che i tre segretari dei partiti vincenti, motori del famoso “Patto avanti” stiano tutti e tre in compagnia della presidente Proietti, cavalieri, scuderie ma anche controllori).
Flagiello, enfant prodige folignate anche se non lontano dalla pensione, viste le preferenze un perdente di successo, potrebbe approdare serenamente alla ben remunerata Scuola della Pubblica amministrazione, sempre che Balsamo resista a Umbria mobilità.
Per Ferrucci obbligo di casella in partecipate economiche: quindi il posto di Michela Sciurpa a Sviluppumbria con vista su Gepafin, dove il mitico Campagna, uomo vicino all’establishment del Pd ternano, pare sia inviso ai nuovi potenti del centrosinistra umbro, nonostante la indiscussa competenza tecnica. Ma nemici come si trovano in casa propria, da nessuna parte.
Santi potrebbe finire all’Afor al posto di Maraghelli, sicuramente sostituito, come Vagnetti che pure ha rimesso in ordine i conti disastrati delle Comunità montane, un bubbone da decenni, e come Santini dell’Adisu. Capitolo a parte per Massimo Perari dell’Arpa. Rientra tra quelli che sono sulla cresta della collina: hanno le stesse possibilità di cadere da una parte o dall’altra. - Ma la sanità come è messa? Casciari sente odore di conferma all’Azienda ospedale di Terni (ma l’assessore in pectore Bori sarà felice?). De Filippis, Azienda ospedale di Perugia, vorrebbe rimanere, ma nonostante i buoni uffici del rettore Oliviero non ha molte chance e comunque si è messo in graduatoria in Piemonte. I due direttori di Asl sono da considerare già sostituiti. Il direttore generale regionale è in partenza. Liguria? Roma? L’ombra della collaudatissima Rosignoli (che però non potrà avere incarichi se non di consulenza) aleggerà comunque sulla nuova sanità umbra. A Punto zero Bizzarri (quota Lega) pare sia dell’idea di fare le barricate. In ogni caso non sarà facile scalzarlo per il motivo che spieghiamo qui di seguito.
- Non tutti sanno che nei 45 giorni successivi all’insediamento della nuova presidente è possibile procedere allo spoil system, ma – attenzione- per “giustificato motivo” che deve essere oggettivo. Il venir meno della fiducia non sarebbe quindi sufficiente. E dato che le Partecipate hanno tutti i conti in ordine, dopo essere state lasciate in condizioni precarie dal centrosinistra, sarà importante trovare una qualche scusa plausibile.


