TERNI – Un po’ sono state anche le coincidenze. Proprio nelle ore in cui l’ex sindaco del Pd Leopoldo Di Girolamo veniva assolto anche dalla Corte dei Conti, il coordinatore regionale del Movimento Cinque Stelle Thomas De Luca si appresta a divenire assessore regionale grazie alla nomina della presidente Stefania Proietti e all’apporto decisivo del Pd.
Ma nelle chat ternane del Pd, più di qualcuno si è ricordato di quando De Luca e i consiglieri comunali pentastellati mostravano all’esterrefatta giunta Di Girolamo le macchinine della polizia. Come per dire: presto vi verranno a prendere. Poi la polizia è arrivata in elicottero, il sindaco con alcuni assessori sono finiti agli arresti domiciliari, le accuse non hanno trovato alcun riscontro in tribunale.
Negli scambi di messaggi interni ai Dem in queste ore più di qualcuno ha ricordato che i consiglieri dei Cinquestelle insieme all’allora civico Enrico Melasecche erano degli autentici Savonarola, pronti a puntare il dito contro il mite Di Girolamo. Tant’è che ora qualcuno del Pd arriva a dire: «Ci manca solo di nominare assessore Melasecche e poi abbiamo santificato tutti i nostri inquisitori». Le ferite dell’operazione Spada, d’altronde, non si sono rimarginate. Troppo alto il prezzo pagato: con gli arresti domiciliari, i processi, i problemi di tenuta psicologica e le ripercussioni sulla salute.
Ora tutto dimenticato o quasi nel campo larghissimo. Ma chi nel 2016 ha subito il linciaggio politico e la gogna mediatica, in questi giorni ha avuto un attacco di bile pensando che i nemici acerrimi di ieri oggi sono preziosi alleati e compagni di governo per i prossimi cinque anni.


