Assisi in festa per la riapertura del santuario del Sacro tugurio

Il santuario è stato interessato da lavori di restauro per 1,2 milioni di euro

ASSISI (Perugia) – Tutta una comunità in festa per la riapertura al culto del santuario francescano del Sacro Tugurio di Rivotorto, interessato negli ultimi mesi da lavori di restauro.

La solenne cerimonia è stata presieduta da monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno. Presenti il del custode del Sacro convento, fra Marco Moroni, la presidente della Regione e sindaca di Assisi, Stefania Proietti e il commissario per la ricostruzione post sisma, Guido Castelli.
I lavori di restauro nel santuario sono iniziati nello scorso febbraio per permettere il ripristino delle strutture dopo i danni causati dal terremoto del 2016 e hanno riguardato sia interventi strutturali che di restauro degli affreschi all’interno della chiesa. Le risorse investite dalla struttura commissariale sono state 1 milione e 250mila euro. Si stanno comunque terminando gli ultimi lavori e per questo, dopo il periodo natalizio, il Santuario rimarrà chiuso nei giorni feriali fino a completamento dei lavori, previsto a febbraio.
Per la comunità francescana, ha detto fra Moroni, la riapertura del santuario di Rivotorto «è motivo di grande gioia. San Francesco, come egli stesso scrive nel Testamento, riconobbe come un dono di Dio il fatto di aver ricevuto dei fratelli. Qui egli fece con loro, potremmo dire, le prime prove di vita fraterna. Siamo grati a quanti hanno reso possibile il restauro».
Nel suo intervento, Proietti ha parlato di «una profonda emozione tornare nel Santuario, al suo grande splendore, tornare a casa» e ha ricordato il lavoro eseguito all’indomani del sisma del 2016, con oltre 1100 sopralluoghi nel territorio». Con commozione la governatrice e prima cittadina ha citato i momenti di difficoltà e di apprensione, subito dopo le scosse, quando appena insediatosi in municipio ha dovuto far fronte all’emergenza. «Essere riaccolti qui – ha poi detto la presidente Stefania Proietti con evidente commozione – è un miracolo ma è anche il frutto del lavoro e dell’ingegno dell’uomo. Ci siamo impegnati tutti, dal commissario ai tecnici e funzionari del Comune, della Regione, della Soprintendenza, per ricostruire edifici e chiese tenendo sempre a mente i criteri della prevenzione».
Per il commissario Castelli si è trattato di «un momento meraviglioso condividere la restituzione di una chiesa alla comunità perché è la dimostrazione che dal male, il terremoto, può nascere il bene. Ogni ricostruzione è camminare insieme, riparando ma anche prevenendo, solo così si possono risparmiare lutti e danni».
I lavori sono stati progettati e guidati dall’ingegner Margherita Prosperi e dall’ingegner Marco Massucci sotto il coordinamento dell’ingegner Alberto Capitanucci per conto dello studio Mox Associati. Progettista architettonico è stato anche l’architetto Massimo Berzetta. L’incarico di responsabile tecnico della procedura è stato ricoperto dal geometra Raoul Paggetta. I lavori sono stati eseguiti dall’associazione temporanea di imprese composta da Renaissance Srl e Tecnireco Srl.

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