TERNI – Il 2024 si porta via altre attività economiche. Una di queste centenaria, la Gioielleria Paccara, aperta nel 1923 e chiusa il 31 dicembre scorso. Non per la crisi ma per mancanza di ricambio generazionale. Comunque chiude e al suo posto non apre nessuno. Morale della favola resta al buio un’ altra parte di corso Vecchio. Una moria iniziata nel 2021 con Piazza Italia che di punto in bianco libera l’area commerciale di palazzo Briganti. Duemila metri quadrati che non verranno mai più occupati. In poco tempo quella via centralissima, con due chiese bellissime (San Pietro e San Lorenzo) e il teatro comunale, cambia aspetto. La parte che collega piazza della Repubblica a via della Biblioteca sembra morta. Dopo la grande catena di abbigliamento si trasferisce la gioielleria Paolo Beltrame, in questo caso lasciando il negozio fisico ad una società di telefonia che però regge giusto un anno. A distanza di un anno tocca all’agenzia di pratiche auto, al negozio di arredo bagno e ad una società immobiliare salutare la parte alta di corso Vecchio.
Con via dell’Ospedale semideserta a causa del cantiere del Verdi, via del Tribunale che perde L’Aura e Gabriella Boutique (tra una settimana), la Galleria del Corso letteralmente vuota, corso Tacito spopolato quasi più di corso Vecchio, ci mancava l’addio di Cotogni Sport in via Pacinotti.

Aperto nel 1970 era molto più di un negozio. «Era un punto di riferimento per gli sportivi della nostra città. Qui, nostro padre ha cresciuto una generazione di atleti – scrivono le figlie del campione di tennis Palo Cotogni, in un post – appassionati e amici, con il suo entusiasmo contagioso e la sua immensa competenza. Siamo cresciute tra racchette, scarponi e sci seguendo nostro padre nelle sue avventure sportive. Ricordiamo ancora la prima volta che abbiamo infilato un paio di sci ai piedi, o quando abbiamo impugnato una racchetta per imitare i suoi movimenti fluidi e precisi. Ogni cliente che entrava nel negozio diventava un amico, e ogni oggetto sugli scaffali aveva una storia da raccontare». Ma ha chiuso anche Cotogni dopo mezzo secolo. Un’altra storia che finisce, un altro spazio che resterà vuoto.



