L’aeroporto fa il record di passeggeri: 534.210 nel 2024. Ma per Milano ora si torna al “Freccetta rossa”

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Dopo la cancellazione del volo su Orio al Serio, tornano vecchie polemiche. Ma anche nuovi numeri: la “gestione Tesei” chiude col migliore dei risultati. Ora si tratta di fare le nuove scelte, con atti e stanziamenti, tra lo scalo e l’alta velocità. Con Terni che già fa per sé

di Marco Brunacci

PERUGIA – La cancellazione del volo per Orio al Serio (tecnicamente Bergamo, ma di fatto uno dei tre scali di Milano), lascia poco spazio all’ottimismo per il futuro dell’aeroporto San Francesco, che pure meriterebbe attenzione come volàno per lo sviluppo dell’Umbria.

I numeri che ha raggiunto nell’anno 2024 sono da record. È infatti da qualche ora ufficiale: i passeggeri nel corso dell’ultimo anno sono stati 534.210 rispetto ai 532.478 dell’anno precedente, che veniva già
considerato un risultato difficile da battere. La ex presidente Tesei aveva molto puntato sullo scalo e i risultati – al di là e al di sopra di ogni speculazione politica – ci sono stati.
Dal baillamme che ha fatto seguito all’annuncio della cancellazione del volo milanese, restano invece segnali che sono tutti in una direzione: lo scalo non è più una priorità dell’amministrazione regionale. Come non lo sono più altre realizzazioni immaginate dalla giunta di centrodestra per far uscire dall’isolamento l’Umbria (leggi stazione dell’alta velocità della Media Etruria).
La Giunta Proietti – non c’è motivo di dubitare – avrà alternative da proporre agli umbri.
Per ora quello che lascia senza parole è il ritorno al riferimento al mitico Freccetta rossa, quel collegamento Freccia rossa che, con entusiasmo bipartisan perugino e le perplessità di Umbria7, ad un
costo di oltre 2 milioni di euro (perchè non costano agli Enti pubblici solo gli aerei ma anche i treni) porta piccole pattuglie di perugini a Milano, quasi nessuno viceversa a Perugia. Partendo dall’Umbria a un orario antelucano, da partita di tennis fantozziana, ma che comunque spiega quanto l’attenzione per l’Umbria sia minima.
Attualmente – in verità grazie all’intervento della Giunta Tesei – il costo del Freccetta rossa è ridotto a 600 mila euro. Ma adesso resta l’unico collegamento diretto con il nord. Un limite grande per le imprese, che infatti avevano investito sul volo per Orio al Serio attraverso Confindustria, col contributo anche della Fondazione Perugia. Da aggiungere: grazie alle operazioni (Orte) fatte dalla precedente Giunta, con l’assessore Melasecche in prima fila, Terni può fare tranquillamente a meno dell’alta velocità che passa da Perugia e se ne è accorto il concretissimo sindaco Bandecchi, il quale ha smesso
di inventarsi chissà cosa.
Sul futuro dei voli e dell’aeroporto aggiungere altre chiacchiere adesso è perfettamente inutile. Si tratta di vedere nei prossimi mesi quale sarà l’attenzione della Giunta Proietti, che si misurerà non in comunicati ma in atti e stanziamenti.
Gli atti: impegni concreti per l’aeroporto e per Sase, con massima attenzione nel mantenere la delicata rete di rapporti con le compagnie. Gli stanziamenti: per crescere ed essere strumento di sviluppo regionale sull’aeroporto San Francesco bisogna crederci ed investire.
Partendo con un’azione di moral suasion immediata (fatta dal lato del centrosinistra magari viene meglio) nei confronti del Comune di Perugia e di quello di Assisi.
Se i due Comuni si mettono a pagare le quote, al momento bloccate, l’aeroporto ha un futuro non solo in chiave Giubileo (come ci si augura in un comunicato ufficiale della Regione del nuovo corso), ma
anche nella prospettiva di una più vasta operazione di incoming (significa portare più turisti in Umbria, detta in soldoni).
Magari così facendo il record passeggeri del 2024, dovuto alle scelte della Tesei (alla quale almeno questo merito dovrà esser riconosciuto) potrebbe essere battuto. Altrimenti hai voglia a fare proclami.

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