Ex chiesa del Carmine, la riapertura è una Via Crucis: saltata la data di dicembre

Le  promesse dell’assessore ai lavori pubblici Giovanni Maggi cadono nuovamente nel vuoto

Au. Prov.

TERNI – Il protone è sempre sbarrato.  Dal 2018 è sbarrato. E non c’è verso di farlo riaprire. Le data annunciata  dall’assessore ai lavori pubblici Giovanni Maggi slitta. Di quanto? Non è dato saperlo.  La pagina trasparenza dei lavori pubblici, istituita proprio da Maggi per dare visibilità alle azioni della pubblica amministrazione, non è aggiornata. Più precisamente indica  ancora la data di dicembre 2024 per il fine lavori. Come a dire: l’ex chiesa del Carmine è stata riconsegnata. Invece no. Invece è chiusa e non c’è verso di sapere quando  ritornerà nella disponibilità dei ternani nonostante rientri in uno di quei cantieri finanziati con fondi del Pnrr.

 Un vero e proprio gioiello d’arte restaurato negli anni Novanta e  trasformato in auditorium, tanto caro alle associazioni musicali del territorio perché adatto a produzioni di nicchia. Un luogo della cultura che manca all’appello da circa sette anni, che l’amministrazione Bandecchi aveva promesso di restituire alla città entro la fine del 2024. Invece niente. «Al 30 novembre 2024 l’attuazione dei lavori è al 70 per cento, ’ importo fatturato e pagato è di  732.448,83euro, l’impegno di spesa è di 999mila e spicci», i ritardi non sono indicati. I bene informati dicono che prima dell’estate non sarà riconsegnato. Che per la programmazione culturale le associazioni non ci possono ancora contare. Le interlocuzioni con Palazzo Spada impossibili. E dalla pagina trasparenza non traspare davvero niente di promettente.  

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