TERNI – Troppo facile collegare il Giubileo ai milioni di turisti attesi per l’Anno Santo. L’assessore al turismo del Comune di Terni, Michela Bordoni, ha preferito non addentrarsi su arrivi e presenze in risposta ad una interrogazione del gruppo di Fratelli d’Italia, esibendosi invece in una lezione tra il teologico e la catechesi.
«Il Giubileo non è un evento straordinario. Rientra tra quelli religiosi ed ha una normale valenza religiosa, da non confondere assolutamente con il turismo. Va trattato come tale e noi lo stiamo trattando come tale».
L’assessora al turismo dunque non può occuparsi di flussi e di arrivi, tantomeno può mettere in campo azioni per intercettare i tanti pellegrini che arriveranno a Roma. Siccome per la Bordoni i pellegrini sono mossi niente altro che «dall’intento di ottenere l’indulgenza» sembra quasi che non possano essere distratti dalle bellezze della Cascata delle Marmore, della Valnerina o più modestamente dalla portata storica di San Valentino patrono di Terni.
Pellegrini con gli occhi bendati.
L’assessora al turismo ha ricordato infatti solo le azioni intraprese con un alto tasso di spiritualità: «Abbiamo acceso la stella di miranda anticipando di un mese l’apertura della posta Santa. Abbiamo ospitato il cardinale Bassetti. Abbiamo organizzato il concerto in duomo dedicato a Maria. Stiamo consegnando le Rose di San Valentino a tutte le ambasciate». A sentire l’assessora Bardoni così raccolta in preghiera, le opposizioni si sono scatenate. Roberto Pastura (FdI) è stato durissimo: «La verità è che non avete fatto nulla. La cerimonia di accensione della stella di Miranda si fa dal 1987. Non vi siete inventati niente. Comuni come Viterbo hanno presentato piani strategici per intercettare i flussi turistici . A Terni invece consegniamo rose e facciamo un concerto».
Una durezza che ha messo all’angolo la Bordoni. L’assessora non se l’è sentita di aggiungere altre parole. Come a dire: nell’anno giubilare è meglio porgere l’altra guancia (forse sperando nell’indulgena).


