REDAZIONE TERNI
TERNI – Caos totale alla Ternana Calcio, con balletti notturni per una società che ha perso il ritmo. Notte surreale quella tra giovedì e venerdì, dove accade tutto e il contrario di tutto. Con il presidente Stefano D’Alessandro che in una manciata di ore smentisce se stesso.
Non è facile ricostruire la trama di tanta confusione e navigazione a vista. Un susseguirsi di bombe e di esplosioni che hanno scosso non solo la tifoseria rossonere ma l’intera città.
Nel pomeriggio di giovedì la prima mina: la Ternana Calcio annuncia il licenziamento di Ignazio Abate, il tecnico che conduce la Ternana capolista. All’origine del clamoroso arrivederci ci sarebbe un curioso litigio tra il tecnico e l’allenatore. Oggetto del contendere la campagna acquisti di gennaio, ma anche la composizione della prima squadra. Secondo alcune fonti tecnico e presente avrebbero addirittura discusso sull’impiego del figlio di Stefano D’Alessandro, che gioca nella Primavera della Ternana. Ad ogni modo la discussione è talmente accesa che il presidente decide di licenziare il tecnico e di ingaggiare Fabio Liverani, Noè di prestigio tra gli allenatori di serie B e di serie C.
Ma ecco che all’incredibile si aggiunge il surreale. La squadra si rivolta e chiede un incontro immediato con il presidente. D’Alessandro è preso alla sprovvista e da Roma corre a Terni per cercare di domare la rivolta. I giocatori sono irremovibili. Nel frattempo arriva anche una delegazione imbufalita di tifosi, che chiede ed ottiene un incontro con il presidente e la squadra. Intorno alle 23 viene chiamato anche Abate, che davanti ai giocatori rivendica la propria autonomia tecnica e l’ottimo lavoro finora svolto. Di fronte al muto di tifosi, giocatori e tecnico, D’Alessandro è costretto a una fuga precipitosa. Straccia l’accordo con Liverani e reintegra Abate. Un balletto privo di ogni coreografia e musica.


