TERNI – Un messaggio che nessun genitore vorrebbe mai ricevere. Un figlio in pericolo, una richiesta di aiuto disperata, la paura che paralizza.
Ma dietro quel grido di soccorso non c’è Antonio. Il giovane professionista ternano, che non può rispondere alla mamma perché impegnato in una riunione di lavoro, non sapeva niente del dramma che si stava consumando. Truffatori senza scrupoli avevano contattato i genitori tramite whatsaap con il solito approccio del telefono smarrito. «Mamma, ho perso il telefono. Scrivimi su questo numero». Un numero che la mamma prova a chiamare. No, scrivimi qui: 3444302011. La mamma di Antonio allora chiama il vecchio numero, che squilla a vuoto (Antonio è in riunione). Dunque la mamma gli scrive: «Ma il tuo vecchio numero funziona». E lui (non Antonio, in realtà): «Si ma non ce l’ho io. Anzi non chiamarlo altrimenti ti rubano i dati. Comunque sono in un negozio di telefonia, mi stanno recuperando i contatti e vorrei trasferirli su un nuovo telefono che però non posso acquistare perché le carte di pagamento sono nel mio vecchio cellulare. Dovresti farmi un bonifico istantaneo a questo Iban».
La mamma non risponde e i messaggi si fanno più inquietanti. «Mamma, devi aiutarmi». «Mamma, mi stanno picchiando». A quel punto la donna, 81 anni, si sente male. I truffatori pensano che la signora non voglia pagare e alzano il tiro: «Mamma, se non fai il pagamento hanno detto che mi tagliano un orecchio». Subentra il padre, che chiede: «Antonio ma dove sei?» E il truffatore: «Sono chiuso in un negozio al buio, se non fai il pagamento mi ammazzano». Ogni messaggio è una stilettata al cuore, una lama affilata che spinge i genitori di Antonio sull’orlo del baratro. Il dubbio, la paura, l’istinto di proteggere il proprio figlio contro il terrore di sbagliare. Intanto la madre si riprende e, con il telefono di casa, avverte le forze dell’ordine. Solo in quel momento il dramma si svela per ciò che è: un’odiosa truffa orchestrata con precisione chirurgica. Antonio non ha mai perso il telefono. Non ha mai chiesto aiuto. Non è mai stato in pericolo. Una truffa sempre più diffusa. Episodi simili stanno dilagando in tutta Italia. I truffatori sono spietati e metodici. Sanno come fare leva sulle emozioni, come insinuarsi nelle paure più profonde di un genitore.




