La stanza di Federighi/Dossier all’attenzione di Bandecchi

Insieme ai problemi dell’energia, di Ast e della sicurezza urbana, il sindaco deve risolvere il caso del consigliere delegato

TERNI – Povero Bandecchi. E’ proprio vero che anche i ricchi piangono. Il sindaco di Terni, in queste ore, è assorbito da un dossier che gli crea non pochi problemi all’interno della maggioranza di Palazzo Spada, quello dell’ufficio per il consigliere delegato Raffaello Federighi. Accanto ai temi dei costi dell’energia, di Ast, della sicurezza urbana, dello spopolamento e della crisi del commercio, c’è  anche il focus sulla stanza che l’ex ufficiale dei carabinieri pretende di avere, come se fosse un assessore. Anzi, visto il clamore della vicenda, viste le interrogazioni in consiglio comunale, visti i tanti malumori all’interno di Alternativa popolare, della giunta e del consiglio, il dossier Federighi ha acquisito  priorità assoluta.

Bandecchi continua a dire che darà un supporto logistico  ed operativo al suo delegato. Continua a non cedere di un millimetro. Ma in realtà il sindaco ne ha le tasche piene di questa storia, perché una questione davvero veniale è divenuta un affare di Stato, al centro di trattative che rischiamo di surclassare tragedie mondiali ben più drammatiche. Ne hanno le tasche piene soprattutto i consiglieri di maggioranza e gli assessori, che guardano con sospetto la pretesa di Federighi di avere a diposizione apparecchiature informatiche e risorse umane come se fosse un componente dell’esecutivo di Bandecchi. Anche perché Federighi non è l’unico consigliere delegato del sindaco. A suo tempo Bandecchi ne nominò altri (tra cui Massimiliano Marchetti per la cultura e Ricardo Fortunati per il turismo). E nessuno di questi ha mai chiesto i poteri speciali che rivendica Federighi. Le prossime ore saranno decicive. Lunedì si vedrà se Federighi si insedierà all’interno del Comando di polizia locale come disposto dal direttore generale Carbone, oppure no.  

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