TERNI – Una nota firmata dall’associazione Culturale L’Astrolabio di Collescipoli, il cui presidente è Giuseppe Rogari esprime tutta la contrarietà della cittadinanza di Collescipoli a seguito dell’inserimento del palazzo comunale del borgo nell’elenco dei beni che saranno trasformazioni in strutture recettive. Tanto che l’associazione ha sottoposto alla popolazione del borgo una petizione, raccogliendo oltre 283 firme per opporsi alla decisione. Infatti, come si legge nella nota: «nei mesi scorsi il Comune di Terni ha esperito un avviso pubblico per manifestazioni d’interesse per 17 beni di sua proprietà ai fini della concessione di valorizzazione ai sensi dell’art. 3-bis del decreto-legge n. 351 del 2001 e di far accedere l’aggiudicatario ai fondi Gepafin/Sviluppumbria per la trasformazione dei beni in strutture ricettive. Il Palazzo comunale di Collescipoli è stato incomprensibilmente inserito in questo elenco. La nostra Associazione e moltissime altre persone si oppongono alla devastazione di questo bene».
«Dar corso a questa idea, infatti, vorrebbe dire per Collescipoli perdere un monumento simbolico della sua storia, spazi pubblici e la stazione distaccata dei vigili, fatto, quest’ultimo, confermato dall’assessore Bordoni in Consiglio comunale – prosegue la nota – Ricordiamo all’amministrazione comunale che lo scorso anno essa stessa aveva inserito il palazzo Comunale, il Chiostro di Santa Cecilia e palazzo Catucci, beni importanti per la loro storia, il loro valore artistico e la loro bellezza, nel gruppo dei beni da sottoporre a manutenzioni, impegnando fondi nel bilancio di previsione (impegno poi disatteso). Il palazzo Comunale di Collescipoli ha origini medioevali ed al suo interno sono custodite sale affrescate, un’antica prigione, la stanza della “salara”, la stanza dell’orologio e l’archivio storico. Questo scrigno di storia è stato recuperato nel 2005 con gusto con una spesa di 900.000 euro di fondi del terremoto. Notizia di questi giorni è stato reso noto l’esito della pubblicazione da parte dell’Amministrazione Comunale di un avviso pubblico “non vincolante “per manifestazione d’interesse per la concessione di valorizzazione di immobili comunali siti nei borghi. Con nostra sorpresa è stato incluso “il nostro palazzo Comunale”, si vorrebbe cedere l’immobile in concessione, per far realizzare una struttura ricettiva , espropriando alla collettività un simbolo. Un atto incomprensibile in quanto, attualmente il palazzo è una sede distaccata dei vigili, custodisce l’archivio storico, è sede della Pro Loco e vi è l’unica sala per assemblee pubbliche, quindi non vuoto ed inutilizzato. Un privato ha manifestato il proprio interesse considerando l’enorme valore del bene, che verrebbe ceduto con un massimo di 50 anni con il semplice impegno di fare delle manutenzioni. In considerazione che il bene è iconico per il borgo di Collescipoli e che dare il bene ad un privato, sarebbe un esproprio non giustificato da esigenze della popolazione e che cedere il bene per fini ricettivi comporterebbe una devastazione della parte storica del bene, si chiede la revoca dell’iniziativa fortemente contestata da tutta la popolazione di Collescipoli».


