Scusate l’anticipo/2. La stangata la pagheranno gli umbri ricchi, cioè tutti coloro che guadagnano da 1.500 euro in su al mese. Non servirà per la sanità, ma ecco per cosa

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Quasi 220 milioni di trasferimenti dalle tasche dei cittadini a quelle della giunta regionale per realizzare nuovi alloggi a studenti di fuori sede, ristrutturare case Ater, bloccare la gara del trasporto pubblico, fare impianti di massimo recupero di materia in attesa di altri aumenti della Tari

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Qualcuno dice addirittura “falso ideologico”, ma sarebbe un reato, altri segnalano che si tratterebbe di un peccato, rubricato sotto la fattispecie “bugie a raffica”. Umbria7, il cui gran cuore è noto, ritiene di aver scoperto come mai la giunta regionale non azzecca un numero che sia un numero da quando è iniziata questa storia della manovra.

Lo riveliamo: è colpa della calcolatrice che usano: ha le pile scariche, dà i numeri a casaccio.
Ahinoi, dopo il 243 che non esisteva, il 90 che ancora dobbiamo capire ma è più misterioso del contenuto dell’arca del Patto per Indiana Jones, il 73 che solo il Signore sa come è stato possibile da spendere nell’agone politico, ecco la stangata di tasse sulla testa degli umbri che, dopo l’apposito sconto, farebbe 52 milioni. Inspiegabile, perché il numero è 56,5, più la quota di Irap che dovrebbe aggirarsi, dopo lo sconto comitive applicato, a poco meno dei 17 milioni previsti. Il tutto moltiplicato per tre anni.
Perchè tante cifre sballate? Nessuna malafede: è la calcolatrice con le pile scariche. Una volta funziona e dà un numero, a volte ne dà uno a caso. Ecco la spiegazione.

E allora, sicuri di dare una mano ai tecnici della Regione, e alla maggioranza che sta per ammollare agli umbri una stangata che mai il centrosinistra si era sognato di progettare in 50 anni di governo regionale, diciamo quello che succederà, per la rubrica di successo “Scusate l’anticipo”.

  1. La stangata che si abbatterà sui ricchi di questa (tra poco) martoriata regione, come una piaga dell’Esodo sul popolo egizio, è così composta (ci avvaliamo della competenza del segretario renziano umbro, Massimo Gnagnarini, componente decisivo del campo larghissimo, che ha vinto in Umbria): tutti i ricchi umbri, cioè coloro che prendono più di 1.500 euro al mese, verranno puniti con un incremento della pressione fiscale, che andrà ai massimi consentiti dalla legge per coloro che raggiungono i 2.300 euro e che magari possono contare anche sulla tredicesima. Costoro verseranno complessivamente, dalle loro tasche a quelle della giunta regionale, 56,538 milioni all’anno, che diventeranno poco meno di 168 milioni nei tre anni previsti. La “fascia Renzi” (quella in prossimità ma non sopra i 28 mila euro), così tanto rispettata dal Pd, non dovrebbe avere contraccolpi diretti.
  2. Gnagnarini informa che solo il 24% degli umbri prende più di 1.500 euro al mese e sono così ripartiti: il 38% sono pensionati, il 56% lavoratori dipendenti e il 6% autonomi. La stangata- adesso è ufficiale – la beccano tutti coloro che non possono fare a meno di dichiarare i propri redditi. Ma la proiezione Gnagnarini è preziosa quando fa vedere che il 76% degli umbri non verrà toccato (direttamente) dalla manovra, ma solo il 24%. Questi ultimi potranno gridare: che fortuna! Ps. Magari ci sarà anche un briciolo di evasione fiscale, che in questa manovra viene comunque premiata.
  3. Manca dalle “torte” statistiche dell’ottimo Gnagnarini, la valutazione dell’impatto dell’Irap. Se resterà allo 0,50% in più, come annunciato in un primo momento dalla giunta regionale, si va a un incasso di poco inferiore ai 17 milioni. Usando una calcolatrice con le pile, anche comprate a poco prezzo ai negozi cinesi, risulta che la manovra sarà di poco meno di 220 milioni nei tre anni previsti. Invece, con uno sconto sull’Irap, per dare un contentino alle categorie produttive, ci si potrebbe attestare a 215-216 milioni.

Manteniamo un tono sereno, perchè – citazione da Ennio Flaiano – la situazione è grave ma non è seria.
A. Questa manovra, che arriva in un momento di incertezza mondiale, è il contrario esatto di quel che serviva alla gente comune come agli imprenditori. Ma evidentemente c’è un’attrazione fatale della giunta Proietti per le tasse.
B. Non ci stanchiamo di citare la lezione di Catiuscia Marini, ex presidente Pd dell’Umbria per 9 anni: nel tessuto sociale dell’Umbria aumentare le tasse significa penalizzare, alla fine della fiera, le fasce più deboli. Quindi: lavoratori non garantiti, piccoli e piccolissimi commercianti e artigiani, pensionati che non possono più difendersi dagli assalti all’arma bianca delle aliquote, come pure dagli aumenti dei prezzi e delle bollette indotti dall’aumento delle aliquote stesse.
C. Il meccanismo di trasferimento della stangata fiscale dalle “classi ricche” (cioè coloro che prendono più di 1.500 euro al mese) verso le fasce deboli è questo: calo dei consumi, aumento dei prezzi per bilanciare il calo dei consumi, diminuzione secca degli investimenti e della fiducia, maggior uso del nero a scopo di sopravvivenza per le piccole e piccolissime imprese, delocalizzazione fuori dall’Umbria per le imprese medie. Come ovvio, tutto questo significa meno occasioni di lavoro. Una manovra dagli effetti recessivi inevitabili, quando serviva il contrario vista la situazione internazionale. Ma a cosa serviranno i 220 milioni? Non alla sanità, se non per una parte del tutto marginale.

Sicuramente invece a questi capitoli di spesa:

  1. Trasporto pubblico, per evitare di fare la gara per assegnare le tratte umbre, che permetterebbe risparmi, forse molto rilevanti, ma non piace al sindacato autoferrotranvieri e magari neanche all’attuale gestore, Busitalia.
  2. Nuovi alloggi agli studenti fuori sede, nonostante i tanti già realizzati da Paola Agabiti Urbani e altri in via di realizzazione, e nonostante il futuro delle Università passi per l’insegnamento online, quindi sia un investimento non utile in un’ottica futura (ma certo utilissimi per rafforzare la sinistra dell’Udu all’Università nel breve periodo).
  3. Ristrutturazione degli alloggi dell’Ater, dopo che è stata approvata per iniziativa della Sinistra più radicale, la cancellazione della necessità della cittadinanza per l’assegnazione della casa.
  4. La finalità più costosa, decisiva per M5s: servirà a dare incentivi ai famosi nuovi impianti a recupero massimo di materia, da far realizzare a imprenditori di fuori regione, e per proporre un piano regionale dei rifiuti “free termovalorizzatore” che ha fin da subito un problema: farà lievitare la Tari, la tassa apposta. Ma vuoi mettere la soddisfazione di dire no al termovalorizzatore che qui è di destra ma a Roma è di sinistra?
  5. Qualche spicciolo della stangata finirà alla sanità. Ma in realtà sarà trasferito rapidamente ai privati per evitare che le liste d’attesa, oggi come oggi, vicine a quota 100 mila, raggiungano livelli stratosferici.

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