di Francesca Cecchini
PERUGIA – Un concerto che si preannuncia come un vero e proprio viaggio musicale e interiore, tra le pieghe dell’animo umano e le suggestioni del pop jazz. Giovedì 24 aprile alle 21 l’auditorium San Francesco al Prato di Perugia accoglierà Simona Molinari, voce elegante e raffinata del panorama italiano, protagonista della stagione Sanfra (promossa da Mea Concerti in collaborazione con il Comune di Perugia).
Tra brani iconici della sua carriera, omaggi a grandi maestri della musica e le intense tracce del suo ultimo progetto “Hasta Siempre Mercedes”, l’artista si prepara a offrire al pubblico un racconto musicale denso di emozioni, riflessioni e bellezza.
Un viaggio che prende il nome, spiega l’artista a Umbria7, da “Kairos” che è la parola con la quale i greci indicano il «tempo denso che si contrappone al tempo cronologico, il kronos, che è il susseguirsi delle cose da fare». «Il tempo opportuno in cui tutto può accadere. Quello dei sogni, delle relazioni, dei progetti, degli inganni, del disincanto». E quei momenti sono opportunità «per uno scatto evolutivo oppure per chiudersi in se stessi». Tutti questi processi – i tempi densi, appunto – sono anche «quelli dell’arte», durante i quali un artista scrive, dunque, «sono i tempi per cui vale la pena di vivere». Quella che la Molinari attraverserà, mano nella mano con gli spettatori, sarà una strada di condivisione e di ricongiungimento, «una forza di abbraccio per ritrovarsi simili nella nostra umanità».
Tra i brani in scaletta ci sono alcune delle sue canzoni più amate, ma anche omaggi a grandi interpreti come Ella Fitzgerald, Francesco De Gregori, Lucio Dalla. Come sceglie i pezzi da reinterpretare e che significato hanno per lei?
Innanzitutto sono brani che «devono avere un senso all’interno del percorso». La Molinari, sia per quanto riguarda il proprio repertorio che le canzoni da interpretare, ha sempre scelto qualcosa in cui potesse riconoscersi o vicino al suo vissuto: «Per me il risultato non è esibirmi, ma è vivere intensamente». Devono essere canzoni «che posso vivere più che cantare». Testi che si ricollegano al fil rouge del suo percorso artistico.
Nel suo ultimo disco, “Hasta Siempre Mercedes”, c’è un un omaggio a Mercedes Sosa e alla canzone sudamericana. Cosa l’ha spinta verso questa direzione musicale e cosa ha scoperto lungo questa tratta del suo percorso?
«È stata una tratta veramente bella. Tutto è accaduto perché Cosimo Damiano Damato, un drammaturgo e regista e attore, mi ha proposto uno spettacolo di teatro-canzone dove raccontava la vita di Maradona. Inizialmente dovevo solo occuparmi della musica argentina che accompagnava il racconto della storia del campione e di Mercedes Sosa» poi, con questo lavoro, ha potuto conoscere la Sosa “donna”, il suo modo di essere, il suo stile. Un incontro che ha «portato il mio modo di intendere la musica a un alto livello». Anche il disco che ne è uscito «è stato un faro» perché, attraverso il progetto, si è potuta avvicinare a moltissime realtà impegnate nel sociale che le hanno restituito il senso della musica, non «mero intrattenimento» ma piuttosto un’arte che ha «la potenza e la forza di risvegliare, ispirare, riunire, aggregare» e, soprattutto, «di lottare contro il disincanto che, secondo me, è il virus più pericoloso dei nostri tempi».
Nel suo repertorio riesce sempre a fondere eleganza e profondità. C’è spazio anche per la leggerezza?
«C’è tutta una parte dedicata alla leggerezza, perché credo che sia uno dei tempi densi». Ma mai senza dimenticare che in mezzo all’ironia e al sorriso c’è sempre un messaggio recondito, per chi riesce a leggerlo.
Non nuova a Perugia, la Molinari si è già esibita nel capoluogo umbro durante Umbria Jazz, al teatro Morlacchi e all’Arena Santa Giuliana. Ma non solo, l’occasione per l’artista cresciuta a L’Aquila è stata anche una gita turistica, un salto a Eurochocolate e qualche giorno durante cui si è avvicinata alla vita universitaria. Una città, quindi, della quale conosce bene l’accoglienza: «La sento vicina. Considero Abruzzo e Umbria regioni sorelle tra loro, come tipologia di città e, se vogliamo, per la vicinanza alla natura. Mi piace molto».


