Chi bara in sanità/ Come mai si mettono le tasse e non si usa il payback anche se due sentenze lo dispongono per la Regione?

L’intervento dell’ex consigliere comunale Corrado. Si preferisce mettere le mani nelle tasche dei cittadini, invece che rispettare una precisa disposizione della magistratura. La Corte dei Conti non ha nulla da dire?

di Giorgio Corrado*

Anni fa, quando sedevo sui banchi del Consiglio Comunale di Perugia e presiedevo la Commissione Controllo e Garanzia spettante per Statuto all’Opposizione, fui investito dalla Procura della Corte dei Conti di effettuare accertamenti istruttori per presunto danno erariale sulle società partecipate dall’Amministrazione.
A quei tempi il Comune aveva problemi di bilancio, tanto che ne seguì il classico “buco”, poi a fatica ripianato con i sacrifici dei cittadini. Oggi la neo Presidente della Regione Proietti con il supporto dell’Assessore Bori, da pochi mesi insediatisi al posto della Tesei, ha sollevato un presunto “buco di bilancio” nei conti della sanità umbra, paventando addirittura il pericolo del commissariamento sulla base di un Report, alquanto misterioso, commissionato in tutta fretta ad una società esterna senza che prima, quando erano opposizione, le Sinistre variamente colorate avessero mai eccepito alcunché pur avendo anche loro analoghi strumenti di controllo.
Ricordo questi fatti solo per segnalare la diversità di comportamento delle Opposizioni! Ognuno valuti! Ho preso visione degli ultimi bilanci disponibili della sanità regionale del 2023 delle USL di Perugia e di Terni e delle due Aziende Ospedaliere approvati dai rispettivi Organi e pur passati al vaglio dei Revisori dei Conti! Tutti bilanci, con tanto di timbri e firme anche dei Revisori contabili, riportano utili di esercizio per un ammontare complessivo di oltre 40 mila euro!
Ma la novella Giunta evidentemente non li ha ritenuti veritieri tanto che ha dato incarico ad una Società di fiducia, la Kpmg di Milano, di andare a rifare bene i conti della sanità regionale! E poi sulla base di un fantomatico Report di tal Società, addirittura prima ancora della formalizzazione dell’incarico da parte degli Uffici, la Presidente Proietti e l’Assessore al bilancio Bori, suo fidato scudiero, hanno imbastito un vero processo mediatico alla gestione della sanità regionale fatta dalla passata Amministrazione… additandola al pubblico ludibrio! Hanno così lanciato in alto la palla del presunto scandalo con un fantasmagorico giro di valzer, dichiarando in pompa magna e a riflettori accesi un “buco di bilancio” della sanità regionale prima di 243 milioni, poi sceso a 90, poi diminuito ancora a 73, per attestarsi infine a 34 milioni, a cui va aggiunto l’importo per ripianare il Fondo di Dotazione Regionale delle due Aziende Sanitarie di Perugia e Terni, pari ad altri 35,5 milioni di euro. E con questi dati anticipati da una ostentata e rumorosa gran cassa, sono andati a Roma, per costruire con il placet del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le modalità per riportare, così hanno detto, i conti in ordine! Il tutto finalizzato a giustificare nuove imposizioni fiscali pari a 184 milioni di euro… senza peraltro alcun vincolo esclusivo per la sanità umbra!
Viene spontanea la domanda: pur ammettendo che il comparto sanitario necessiti di una dotazione aggiuntiva di 34 milioni di euro per riequilibrare i suoi conti e per ridurre le liste d’attesa perché proporre un prelievo vessatorio superiore addirittura di oltre cinque volte il presunto deficit? Questa sproporzione è la più evidente dimostrazione di come il buco della sanità sia solo un pretesto per finanziare ben altro! Perché prima di chiedere nuovi soldi ai contribuenti non si provvede a razionalizzare i ben 16 ospedali tutt’ora ancora aperti in Umbria – uno ogni 50.000 abitanti, vero primato italiano – accorpando quelli minori e tra loro più prossimi?
Diminuirebbe di sicuro la spesa sanitaria a vantaggio di più efficienti prestazioni mediche e minori esborsi per ricoveri fuori regione!
Sotto il pressing dell’Opposizione si stanno ora scoprendo ben altre carte e situazioni: la Società di consulenza, messa alle strette, ha dovuto candidamente ammettere di NON aver elaborato ancora alcun Report completo e definitivo! Cioè al momento non esiste!
Inoltre quel Fondo di Dotazione, utilizzato da oltre dodici anni dalle diverse Giunte, può essere rimpinguato gradualmente e ratealmente, senza particolari aggravi per i cittadini.
Ma il punto più macroscopico è che a tutt’oggi resta inspiegabilmente sospesa la posta contabile del cosiddetto payback sui dispositivi medici e farmaceutici, per il quale le aziende fornitrici devono restituire alla Sanità una quota del proprio fatturato; sul punto la Corte Costituzionale ha messo la parola fine al contenzioso tra le parti con due sentenze n° 139 e 140 del 24/7/2024, in base alle quali “le aziende fornitrici devono pagare alle Regioni i rimborsi dovuti perché trovano giustificazione nell’esigenza solidaristica di assicurare la dotazione di dispositivi medici necessari alla tutela della salute”. E per l’Umbria questa partita è da 48 milioni di euro (legge 56/2023, art.8, tab.A)… Perché dunque la Regione ancora non si è attivata e non intende attivarsi, così è stato detto, al recupero forzoso di tali somme dovute?
Dov’è questo problematico buco di bilancio tanto grande da mettere in discussione gli equilibri di bilancio della Regione?
Allo stato dell’arte dunque appare sempre più evidente che qualcuno abbia e stia barando al gioco politico e non solo: chi è stato? Chi è il baro? Chi ha detto e dichiarato il falso? Sono stati i vari Direttori Generali ed i Direttori Sanitari delle Aziende Ospedaliere e delle ASL? O sono il Presidente Proietti e l’Assessore Bori? Qualcuno sopra le parti dovrà pur dare risposte certe prima che la mannaia delle tasse regionali, come già annunciato, cada sulla testa dei contribuenti umbri! Sarà il caso che della questione se ne occupi il prima possibile la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica.

*già consigliere comunale di Perugia

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