Redazione Perugia
PERUGIA – Si terrà giovedì 22 maggio alle 17 l’inaugurazione della mostra “Even Robots Make Misdtakes” all’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. Il progetto è il frutto di un workshop intensivo tenuto negli ultimi mesi da Erik Kessels, designer, artista e autore olandese di fama internazionale, figura di riferimento per la comunicazione visiva contemporanea e tra i massimi promotori di un’estetica dell’imperfezione.
Ad essere coinvolti sono stati gli studenti del biennio di Brand Design, guidati dal prof. Marco Tortoioli Ricci, che hanno affrontato un processo di ricerca e progettazione sui temi dell’automazione, dell’errore e della creatività “sabotata”. L’obiettivo? Imparare a “hackerare” la perfezione tecnologica per recuperare una visione critica e poetica del reale.
“Even Robots Make Misdtakes” – con il titolo volutamente sbagliato, che già racconta il cuore del progetto – si è trasformato in un laboratorio di osservazione e invenzione, dove gli studenti hanno generato visioni nuove partendo proprio da ciò che non funziona, da ciò che devia, da ciò che disturba la regola. Il risultato è una mostra collettiva che mescola ironia, riflessione e provocazione, e che si propone come una sorta di manifesto visivo della disobbedienza creativa. Le opere esposte spaziano dalla grafica al video, dalla fotografia al design concettuale, restituendo un mosaico di interpretazioni sul nostro rapporto con i sistemi intelligenti, i dati, l’intelligenza artificiale, ma anche con il fallimento, la vulnerabilità e l’errore umano.
«Seeing students ‘hack’ and ‘crack’ the perfection of the robotic systems around us gives me hope for the future – commenta Erik Kessels – It’s not Artificial Intelligence taking complete control over us; rather, the work of critical students, authentic individuals, and creative minds will always challenge it».
(Vedere gli studenti ‘hackerare’ e ‘scardinare’ la perfezione dei sistemi robotici che ci circondano mi dà speranza per il futuro. Non è l’intelligenza artificiale a prendere completamente il controllo su di noi; piuttosto, sarà sempre il lavoro di studenti critici, individui autentici e menti creative a metterla in discussione”).
La mostra rappresenta non solo il culmine di un percorso didattico, ma anche un atto pubblico, aperto alla cittadinanza e al mondo della cultura, che mette al centro la necessità di nuove narrazioni capaci di interrogare criticamente il presente.


