Leone XIV si è mangiato l’ex vescovo di Terni Vincenzo Paglia

Il primo atto amministrativo di Papa Prevost è stato quello di rimuovere il “Ministro della famiglia”

TERNI – Leone XIV si è mangiato in un sol boccone l’ex vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, che a Roma, con Papa Francesco aveva fatto carriera. Paglia, partito da Terni nel 2015, è approdato a Roma riscuotendo grandi successi.

Nel 2016 Papa Bergoglio lo nominò gran cancelliere e presidente della Pontificia Accademia per la vita. Una sorta di Ministro del Vaticano in fatto di famiglia e matrimonio. Un ruolo di grande prestigio, che ha portato Vincenzo Paglia, anche per la sua intelligenza ed arguzia, ad essere un personaggio mediatico, inseguito dai mezzi di comunicazione di tutto il mondo. Un superattivismo che evidentemente non è piaciuto al nuovo Papa.  Leone XIV, secondo alcune ricostruzioni, non avrebbe gradito le posizioni troppo liberali e tolleranti di Vincenzo Paglia in materia di famiglia, procreazione, affettività e diversità. Un arcivescovo troppo progressista e troppo aperto all’amore a 360 gradi. Ma secondo altre ricostruzioni Leone XIV non avrebbe gradito l’attivismo della  Comunità di Sant’Egidio nell’ambito del Conclave.  Come è noto, Vincenzo Paglia è l’ideologo e il motore spirituale della Comunità che ha un ruolo internazionale. Sempre secondo alcune ricostruzioni, comunque tutte da verificare, la Comunità di Sant’Egidio avrebbe provato a dire la sua anche nell’ambito dell’elezione del nuovo Pontefice. Fatto stà   che Leone XIV, appena eletto, come primo atto amministrativo, ha rimosso Paglia e al suo posto ha nominato il cardinale Baldassarre Reina, considerato più ortodosso per quanto riguarda il diritto alla vita e la salvaguardia della famiglia tradizionale.  

Vincenzo Paglia, a Terni, nonostante manchi da anni, continua ad avere una fervida schiera di sostenitori ed estimatori. D’altronde la sua brillantezza, il suo interventismo, la sua capacità di dialogare con il mondo della politica e della imprenditoria locale,  ha costituito una perla rara nella Chiesa ternana.

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