Sui 16mila pannelli solari di Montecastrilli si gioca a pingpong

Prosegue lo scambio di accuse tra le istituzioni sulla responsabilità del mega impianto fotovoltaico

REDAZIONE TERNI

TERNI – Mentre i 16 ettari di pannelli fotovoltaici sono sempre più una realtà, prosegue il surreale scambio di accuse tra le istituzioni sulle responsabilità.  Una partita di pingpong che sembra infinita, con ognuno dei giocatori intento a rilanciare la palla delle autorizzazioni concesse, nel campo avversario. Uno scontro avviato dal neo presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, che ha gridato alla scandalo puntando il di sul Pd. I Dem hanno risposto facendo presente che le procedure burocratiche per l’installazione del mega specchio nelle colline dell’Amerino risale alla Giunta Tesei. Quindi, Bandecchi ha chiesto ufficialmente la revoca dell’ autorizzazione concessa con una procedura semplificata- con una semplice determina dirigenziale –  in quanto l’impianto è di grandi dimensioni nell’estensione ma di contenuta produzione energetica.

Ora, nuovo intervento della Regione Umbria, per bocca dell’assessore all’Ambiente, Thomas De Luca, che sottolinea i silenzi della Provincia di Terni, che sotto la guida Pernazza ha dato l’assenso alla realizzazione dell’impianto limitandosi ad alcune prescrizioni. La realtà è che sulla strada delle autorizzazioni, l’unica vera opposizione l’ha fatta il Comune di Montecastrilli, che ha da sempre compreso l’impatto paesaggistico di una distasa di specchi, poco o nulla mitigati dall’agrivoltaico.

«L’ autorizzazione unica per l’impianto agrivoltaico nei comuni di Montecastrilli, San Gemini e Narni, è stata rilasciata senza saltare alcun passaggio – aggiunge De Luca – contrariamente a quanto affermato da Stefano Bandecchi. Tutti gli enti, a partire dai Comuni interessati, sono stati coinvolti nel procedimento. L’assessore regionale, in una nota, segnala che «la stessa Provincia di Terni ha espresso parere favorevole all’impianto. Tale parere, contenente esclusivamente prescrizioni di mitigazione dell’intervisibilità del progetto nel rispetto del Piano di coordinamento territoriale provinciale (Ptcp), è datato 18 settembre 2024».

«L’iter autorizzativo – spiega De Luca – ha previsto lo svolgimento di ben quattro sedute della conferenza dei servizi. La Provincia di Terni è stata sempre invitata a tutte queste sedute, ma i suoi rappresentanti non hanno mai partecipato, né tecnici né politici. La partecipazione e il coinvolgimento degli enti locali previsti dalla legge non sono stati quindi in alcun modo saltati. La Giunta regionale ritiene che l’attuale situazione critica derivi in gran parte da una pregressa mancanza di visione e azione politica, inclusa la mancata definizione, da parte del precedente Governo regionale, delle aree idonee e non idonee all’installazione di questa tipologia di impianti. L’attuale Giunta si è invece immediatamente attivata per definire tali aree e riavviare l’iter del Piano Paesaggistico Regionale, coinvolgendo attivamente Comuni e attori del territorio».

«Alla luce del pieno rispetto delle normative vigenti e del parere favorevole espresso dalla stessa Provincia, si ritiene che revocare un’autorizzazione sia oggi assolutamente illegittimo. La Regione accoglie con favore la richiesta di un tavolo di rivalutazione ed è pronta a confrontarsi con la Provincia e i Comuni interessati, sia per la specifica questione sollevata sia, soprattutto, per condividere e arricchire il percorso intrapreso per la definizione della nuova legge regionale sulle aree idonee e non idonee. L’obiettivo è stabilire regole chiare per la localizzazione degli impianti e promuovere uno sviluppo energetico realmente compatibile con le vocazioni del territorio umbro»

Brunello Cucinelli e Nino Marino

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