TERNI – Le nomine di direttore generale e di capo di gabinetto saltano per la terza volta: il consiglio provinciale vota all’unanimità il ritiro dell’atto. Anche Bandecchi vota il ritiro: «Tutto calcolato, alla fine passerà». Bandecchi mostra i muscoli: dà mandato ai suoi (i consiglieri di Ap) di votare col Pd contro la rendicontazione 2024. Blocca tutto. Ma rimarca: «Vedete, ho la maggioranza». Poi Cinzia Fabrizi (Misto) pone la pregiudiziale alla variazione di bilancio propedeutica a finanziare gli incarichi di direttore generale e capo di gabinetto, e allora Bandecchi per affermare di essere sempre in maggioranza, vota anche lui il ritiro dell’atto.
Grande assente, il forzista Francesco Maria Ferranti, vice di Laura Pernazza e adesso di Stefano Bandecchi. Una seduta show ma di poco più di mezz’ora: «Muoviamoci che devo andare a lavorare», sollecita Bandecchi.


