TERNI – Sta facendo discutere la campagna promozionale ideata per accompagnare il concerto di Michele Bravi, in programma il 4 luglio all’Anfiteatro Romano di Terni. Protagoniste dell’iniziativa sono alcune delle statue volute a suo tempo dal sindaco e realizzate dall’architetto Villani, figure umane a grandezza naturale, poste in vari punti della città.
A queste statue sono state applicate grosse cuffie, come se stessero “ascoltando” la musica dell’artista. Un gesto simbolico, pensato per creare sorpresa e coinvolgimento, ma anche per offrire un’interpretazione nuova e ironica del loro ruolo nello spazio pubblico.
Fin dalla loro installazione, le statue avevano suscitato reazioni contrastanti, tra chi ne apprezzava l’originalità e chi le considerava fuori luogo. Oggi, però, fanno parte integrante del contesto urbano, e per questo è sembrato interessante e giocoso coinvolgerle, dando loro un pensiero, una voce che andasse oltre la loro staticità. Le reazioni alla campagna non si sono fatte attendere: c’è chi ha accolto l’idea con entusiasmo, e chi ha storto il naso invocando addirittura il mancato rispetto dell’opera.
Gli organizzatori del concerto precisano che l’idea di mettere cuffie alle statue nasce dal desiderio di coinvolgere la città in modo originale e giocoso in vista del concerto di Michele Bravi del 4 luglio all’Anfiteatro Romano di Terni.
Mettere loro delle cuffie è un gesto simbolico: vuol dire dare loro un pensiero, un’emozione, un ascolto. È come se anche loro potessero vivere la musica, andare oltre la loro staticità, e diventare protagoniste di un momento culturale che riguarda tutta la città.
Non si tratta di una provocazione, né tantomeno di una mancanza di rispetto verso le opere o l’artista che le ha realizzate. Al contrario, è un modo per rendere omaggio al dialogo tra arte e musica, tra spazio pubblico e partecipazione, tra passato e presente. Con questa campagna, abbiamo voluto accendere una curiosità, stimolare sorrisi, riflessioni, e invitare tutti a sentirsi parte di un evento che è prima di tutto un’occasione di incontro e condivisione, peccato sia stato mal interpretato da alcuni.


