TERNI – Forse ci sarà una macumba. Perché i cantieri dell’ex chiesa del Carmine alla Passeggiata e di Palazzo di Primavera in via Giordano Bruno, sono di nuovo fermi. Non proprio una novità – le date di consegna sono slittate già due volte – ma non si capisce come mai proprio i due luoghi della cultura che avrebbero potuto tamponare i disagi dovuti alla ricostruzione del Verdi, non riescano ad essere riconsegnati alla città.
All’ex chiesa del Carmine (inagibile dal 2017), i lavori, con i fondi del Pnrr, sono sospesi in attesa del perfezionamento di una variante in corso d’opera. A Palazzo di Primavera, dove fino al 2020 sono state organizzate mostre in deroga, in assenza del certificato di prevenzione incendi, è tutto fermo di nuovo. I lavori di riqualificazione in tre stralci sono andati avanti a singhiozzo e poi, quando si pensava di essere arrivati alla fine, c’è stata una complicazione. Di fatto i due cantieri hanno visto un susseguirsi di modifiche al cronoprogramma senza colpo ferire. Nessuno si è mai lamentato. Solo la ricostruzione del Verdi fa discutere. E tanto. Anche il Verdi è in attesa dell’approvazione di una importante variante in corso d’opera. Eppure il cantiere va avanti lo stesso. I lavori proseguono per ordini di servizio tenendo conto della variante che ancora, di fatto, non c’è. Restano chiusi i due auditorium da 200 posti ciascuno. Tutti e due nel collocati nel centro città. Il centro che muore, dunque, passa anche attraverso il mancato recupero dell’ex chiesa del Carmine e di Palazzo di Primavera.


