Pd, tutti i retroscena/ La lettera-appello alla Schlein per salvare Pasquali. La dura decisione di Baruffi anche per Terni. I tre segretari alternativi

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’ultimo tentativo è in corso mentre scriviamo, ma l’intervento al fotofinish della segretaria nazionale è difficile da immaginare. Come è difficile trovare un terzo tra Spinelli e Bernardini. Per la segreteria regionale restano in pista Betti, Chiodini e Filipponi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Pd, pronti per l’assemblea regionale coronamento della campagna congressuale, e che dovrà decidere chi sarà il nuovo segretario regionale del primo partito dell’Umbria, appena tornato al governo quasi dappertutto.
Il successo della lista della grande alleanza guidata dal segretario uscente, Tommaso Bori, con il candidato Pasquali, non è ovviamente in discussione. E’ finita 61 a 39 e per la verità, viste come potevano mettersi le cose, per lo sfidante di Pasquali, Trappolino, ci sono motivi di soddisfazione.
Ma come più volte scritto da Umbria7, il difficile viene adesso. E cominciamo dai retroscena.

  1. Si sa che il responsabile nazionale enti locali (Baruffi, che ha deciso insieme ad Alfieri) del partito è stato chiaro. Serve un passo di lato sia di Pasquali che dei due candidati arrivati al ballottaggio per la segreteria provinciale di Terni, Spinelli (3 voti in più ma sempre 40 delegati come il suo avversario) e Bernardini. E questo, con ogni evidenza, per poter scegliere un segretario regionale senza problemi giudiziari (in campagna congressuale Pasquali è stato rinviato a giudizio per truffa e potrà difendersi dalle accuse solo il 3 giugno prossimo, in udienza), ed evitare che tra Spinelli e Bernardini vinca colui il quale riesce a convincere il maggior numero di potenziali Giuda Iscariota dello schieramento rivale pur di prevalere.
  2. Trapela anche l’ultimo dei tentativi per salvare Pasquali: una lettera appassionata alla segretaria nazionale Schlein. Si chiede di dare la possibilità a Pasquali di accettare l’incarico, con una deroga al codice etico. Tutto fa pensare, però, che non ci sarà una risposta, almeno in tempi utili.
  3. Anche per questo si avanza l’ipotesi del rinvio delle due assemblee fissate per il 9 e il 10. Il rinvio potrebbe essere chiesto a riunione in corso (quella del 9), sempre che si trovi un qualche appiglio oppure una intesa con la minoranza di Trappolino e dei ternani.
  4. Finiti i retroscena torniamo alla casella di partenza come in un Monopoli davvero complicato. Se, come sembra, il parere del Pd nazionale non cambierà e Pasquali dovrà fare un passo di lato, non resta che tornare alle possibili alternative per la segreteria regionale. Quindi, in ordine alfabetico: Betti, Chiodini, Michelini (che però si è già sfilata). La new entry ternana può essere solo Francesco Filipponi (ma le sorprese qui non finiscono mai).
  5. Per la segreteria provinciale di Terni è come andar di notte. Non sembra ci siano soluzioni in vista.
  6. Da domani si vedrà. Più che per il finale di un congresso, ci sono le premesse per una corrida. Non si può escludere neanche una richiesta di commissariamento da parte della minoranza. Lo aveva pur detto Umbria7 che sarebbe stato tutto meno che un congresso di routine.

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